Il Tirreno

Lucca

l’appello del presidente dell’ordine dei medici Quiriconi 

«Serve senso di responsabilità per non vanificare gli sforzi»

L.s.
«Serve senso di responsabilità per non vanificare gli sforzi»

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LUCCA

Tra le categorie che hanno pagato il prezzo più alto a questo maledetto virus vi è certamente quella dei medici. Moltissimi quelli che si sono ammalati nel cercare di curare chi era stato contagiato, e tanti di loro, in quella che è più una missione che non una professione, hanno perso la vita.

E proprio dal presidente dell’Ordine dei medici di Lucca Umberto Quiriconi arriva un appello al buonsenso.

«Gli assembramenti di questo weekend non lasciano presagire nulla di buono – scrive Quiriconi – rivolgo un ennesimo accorato appello al senso di responsabilità di tutti i cittadini e un invito alle autorità, affinché predispongano idonee misure onde impedire affollamenti nelle vie centrali delle varie località. Il tutto per non vanificare sia i sacrifici e le privazioni patiti fino a oggi, sia il lavoro di quanti preposti alla tutela della salute».

«Il discorso è semplice – aggiunge Quiriconi interpellato dal Tirreno – se le autorità decidono di allentare le misure di sicurezza, parallelamente deve crescere il senso di responsabilità delle persone. A tutti fa piacere avere la massima libertà, è un diritto. Ma vivere in una società civile significa anche fare qualche rinuncia. Per fare un esempio, non posso passare con il semaforo rosso perché lo considero una limitazione della mia libertà. Così come, se vivo in un condominio non mi posso mettere a sentire lo stereo a tutto volume alle 3 di notte. Ecco, il Covid ha esasperato questo concetto qua».

Insomma, secondo Quiriconi, al di là di quelle che potranno essere le decisioni che arrivano dal mondo politico sotto forma di limitazioni, serve sempre, in ogni caso, l’accortezza dei cittadini: è il loro comportamento, infatti, che può incidere più di ogni altra cosa, in un senso o nell’altro. «Fare qualche rinuncia è un segno di rispetto, verso il prossimo, ma anche verso noi stessi. In fondo basta poco per fare molto: basta indossare la mascherina, ed evitare i luoghi affollati, magari cambiando il nostro orario per frequentare un certo posto, o cambiando il percorso per andarci se vediamo che c’è troppa gente». Comportamenti per molti versi banali, eppure che in molti leggono come una limitazione della libertà, magari dimenticandosi quale è l’alternativa.

C’è da aspettare. No, non i vaccini, ma la sconfitta definitiva del virus: «Non illudiamoci che con gennaio, con l’arrivo dei vaccini, potremo tornare alle vecchie abitudini. Bisognerà portare la mascherina ancora per un bel po’, anche perché non saremo subito vaccinati tutti». —



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