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Nuovo sciopero agli stabilimenti della Soffass

Nuovo sciopero agli stabilimenti della Soffass

I sindacati: «L’azienda si vanta di premi di produzione  dimenticandosi di dire a quanto ammontano realmente  le cifre senza tassazione»

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Porcari

Nuovo sciopero alla Soffass, lo annunciano in una nota le Rsu con Slc Cgil, Ugl Chimici e Fistel Cisl.

«Ancora una giornata intera di fermo impianti alle 2 cartiere della Soffass di Porcari – scrivono i sindacati – che si vanno a unire alle fermate delle cartiere di Valdottavo e Valfegana, fatte nell’ultima settimana con altissimi tassi di adesione. Un organico complessivo di oltre 300 lavoratori coinvolti nella mobilitazione sindacale. La dirigenza aziendale vuole provare a chiedersi perché si sta scioperando, oppure vuole continuare a presentare cifre che non stanno in piedi e ad affermare di non riuscire a capire perché si arrivi a tanto, da parte dei lavoratori? Facciamola finita di sparare cifre come guadagni netti certi. È scandaloso che l’azienda si vanti di questo, quando lega un premio all’ulteriore riduzione di un tasso di assenteismo di per sé risibile: si sta a casa poco, per malattia, e vorrebbero che ci si stesse ancora meno, tanto da “non potersi nemmeno più permettere” una banale influenza. È una pretesa che può essere ritenuta legittima? Anche sul Premio di produzione le cifre nette sono diverse e più basse, tolta la tassazione. Un altro elemento inaccettabile è che, per gonfiare le cifre, ci mettono dentro pure un riconoscimento economico che viene dato questo fine anno a tutti i dipendenti del Gruppo: è una liberalità riconosciuta a tutti, ma ai lavoratori impegnati nella contrattazione viene venduta come guadagno contrattuale e quindi fatto pesare come un costo legato alla negoziazione. Ma chi credono di prendere in giro? Ma queste cose i massimi livelli della società le sanno?».

«Notiamo – riprende la nota sindacale – che nelle fabbriche il nervosismo da parte loro aumenta col protrarsi delle iniziative, e si registrano singolari contestazioni disciplinari a carico di alcuni lavoratori. Piuttosto che utilizzare modalità di distrazione di massa e nascondersi dietro un dito, pensino invece a considerare il merito del tutto ragionevole delle nostre richieste e tornino a dare le risposte che servono. Diversamente, la mobilitazione andrà avanti». —



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