Il Tirreno

Lucca

CORTE D’APPELLO 

Tentò di uccidere lo zio, condanna confermata per lo spazzacamino

Luca Tronchetti
Tentò di uccidere lo zio, condanna confermata per lo spazzacamino

Due anni e otto mesi per l’ex paracadutista della Folgore che armato di una torcia colpì pure il fratello minore

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/ GRAGNANI

Nessuna riduzione di pena. La Corte d’Appello di Firenze (presidente relatore Sacco, a latere Zanobini e Grieco) conferma la sentenza il 12 novembre 2018 dal giudice delle udienza preliminare del tribunale di Lucca, Antonia Aracri, nei confronti di Andrea Del Sarto, 47 anni, di Gragnano, spazzacamino ed ex paracadutista della Folgore accusato, al culmine di un litigio, di aver tentato di uccidere lo zio Francesco Gargano, 55 anni e ferire il fratello minore Manolo oggi trentanovenne. Due anni e otto mesi di reclusione in abbreviato con i benefici di legge per il tentato omicidio e le lesioni aggravate.

Una pena che evita quindi la detenzione e che, al di là della scelta del rito (sconto di un terzo della pena) nasce da un risarcimento del danno nei confronti dello zio e del fratello che non si sono mai costituiti parte civile nel giudizio penale. Ma soprattutto arriva attraverso una riappacificazione e un ravvedimento pieno dell’imputato Andrea Del Sarto sottolineato anche durante l’udienza camerale al tribunale di Lucca dall’intervento del padre suffragato dai riscontri delle vittime (zio e fratello) dello spazzacamino.

I FATTI

La vicenda risale alla fine di gennaio del 2017 e l’allora titolare della «Tecnofumi», azienda specializzata nella pulizia dei caminetti, per questioni professionali, legate al lavoro di spazzacamino, unite a dissapori personali, con un coltello a serramanico marca Fox di tipo militare della lunghezza di venti centimetri colpì all’addome e al torace lo zio Francesco Gargano e con una torcia a led ferì pure il fratello minore Manolo Del Sarto e procurandogli lesioni al cuoio cappelluto.

Proprio il fratello aveva telefonato alle 22 alla centrale operativa dei carabinieri chiedendo aiuto dopo le ferite riportate in seguito al raptus del congiunto. Con l’arrivo dei militari l’imprenditore, che inizialmente aveva negato l’evidenza, venne arrestato e condotto inizialmente al penitenziario di San Giorgio e successivamente ai domiciliari. —

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