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rifondazione comunista 

Lettera al prefetto sulle case di riposo «Servono interventi e più personale»

Rossella lucchesi

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“Prima la salute, prima la vita”. Con questo slogan, ieri, in contemporanea con tutte le province toscane, è partita la campagna regionale sulla sanità, promossa dal partito di Rifondazione Comunista e concentrata prevalentemente sulla complicata situazione delle residenze sanitarie assistite. «L’iniziativa - spiega il segretario della federazione di Lucca, Giulio Strambi - durante l’incontro al quale hanno partecipato anche il tesoriere del partito, Giuseppe Matteucci e Roberta Bianchi, già consigliera comunale di Lucca - nasce sulla scia della pandemia da coronavirus che anche nella provincia di Lucca ha colpito tante persone. Soprattutto anziani, molti dei quali ospiti delle Rsa, dove si contano gran parte dei decessi. Un bilancio destinato ad aggravarsi, in assenza di interventi radicali sul piano sanitario che riguardano anche l’occupazione, vista la carenza di personale nelle strutture. E i tagli alla sanità pubblica che negli ultimi dieci anni è stata privata di 37 miliardi di euro, con conseguenze disastrose su servizio e assistenza degli utenti». Un sistema sanitario che, secondo Rifondazione comunista, fa acqua da ogni parte. «Ridicolo - prosegue Strambi - destinare alla sanità soltanto nove dei 209 miliardi del Recovery fund, considerando che inizialmente il Ministero parlava di 68 miliardi. Sarebbe la catastrofe per il nostro sistema sanitario che non può continuare a reggersi su 20 sanità regionali diverse che agiscono ciascuna per proprio conto e in modo spesso poco esplicito. La politica deve ascoltarci e prendere esempio questa pandemia - durante la quale sono emerse le carenze della nostra sanità - che, a mio avviso, è stata sottovalutata o comunque non presa nella giusta considerazione, visto che siamo stati travolti da una seconda ondata che, forse, sarebbe stata meno aggressiva se gestita con maggiore consapevolezza e intelligenza». Secondo gli esponenti del partito c’è bisogno urgente di una capillare revisione dell’intero sistema sanitario «partendo - precisano - dalla riorganizzazione delle Rsa e dalla conversione in pubbliche di quelle private che potrebbero operare in collaborazione con le strutture territoriali, rendendo un servizio molto più efficiente alla comunità». L’argomento è stato sottoposto al presidente della Regione, Eugenio Giani, agli assessori regionali alle Politiche sociali e alla Sanità, Serena Spinelli e Simone Bezzini, in una lettera aperta inviata anche ai prefetti della Toscana «che - continuano i membri di Rifondazione - ci auguriamo siano sensibili alle nostre richieste e decidano di operare per il bene dei cittadini, partendo dall’abolizione delle mega Asl, in cui decide soltanto un “ristretto ceto pseudo manageriale” ossequiante la politica e i poteri forti». La federazione lucchese suggerisce di prendere in considerazione il ripristino dell’ospedale Campo di Marte che, passata l’emergenza, potrebbe diventare un centro specializzato per le cure e la riabilitazione dei pazienti del San Luca. —



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