Il Tirreno

Lucca

CARABINIERI 

Braccialetto elettronico per evitare il carcere a un pusher della droga

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LUCCA

Era stato sorpreso la sera del 21 agosto scorso all’interno di un boschetto, dove ormai la vegetazione impedisce la visuale, a poche decine di metri dalla fontana dei Finetti adiacente all’Hotel Country a Fontanuova di Gragnano. Arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fine di spaccio di sostanze stupefacente. Adesso a Abdelfatah Debdoubi, 37 anni, marocchino, residente in via Pesciatina, ma di fatto senza fissa dimora, la procura contesta anche altre e numerose cessioni di hashish nelle zone periferiche delle frazioni di Gragnano, Zone e Lammari. Colpito da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip per il reato di spaccio, per evitare il carcere l’immigrato ha acconsentito spontaneamente all’applicazione del braccialetto elettronico. Arresti domiciliari invece per Dino Consigli, 49 anni, ex gestore di un bar e attualmente senza attività lavorativa. Arrestato in flagranza dai carabinieri lo scorso giugno con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina dopo essere stato controllato in via del Brennero mentre era alla guida della sua auto, gli inquirenti hanno ricostruito le sue relazioni grazie all’analisi delle conversazioni WhatsApp del suo telefonino. E le conversazioni hanno consentito di acclarare ai militari come lo stesso fosse diventato un punto di riferimento per l’acquisto al dettaglio di cocaina per i consumatori di Lucca e non solo.

Infine Paolo Bottari, 50 anni, già affidato in prova ai servizi sociali, è stato arrestato nella sua abitazione di Lammari. Stava espiando una pena detentiva per reati contro il patrimonio ed era già stato arrestato il 13 novembre scorso dopo essere stato sorpreso all’interno della sua abitazione con 60 grammi di droga e una somma di denaro. Proprio a seguito dell’episodio, per cui gli era stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, l’ufficio del tribunale di sorveglianza di Pisa ha revocato la misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali ripristinando la carcerazione. —

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