Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Incendio doloso, chiesto il processo per la coppia di pastori

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha chiuso l’inchiesta sull’incendio boschivo doloso avvenuto lo scorso aprile nella zona di Pescaglia. Chiesto il rinvio a giudizio per i due coniugi - sui 55- 60 anni, pastori, originari del luogo - che all’epoca dei fatti furono arrestati dai carabinieri forestali di Bagni di Lucca e finiti ai domiciliari per tre giorni. Ma nell’udienza di convalida il gip Antonia Aracri, dopo aver letto il verbale della polizia giudiziaria che aveva svolto gli accertamenti e ascoltato i due indagati, decise di non convalidare l’arresto e revocare la misura restrittiva dei domiciliari disponendo pure il dissequestro del gregge di pecore. Per il giudice infatti c’erano ancora diversi punti da chiarire nella vicenda e servivano ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri forestali per arrivare al dibattimento. Sarà quindi un processo a stabilire la verità. Perché i due pastori non furono colti in flagranza di reato e le indagine, almeno in prima istanza, si basarono su episodi analoghi avvenuti in passato e sulla mappatura dei luoghi. Diverse furono le imprecisioni emerse in sede di udienza di convalida. Prima tra tutte la notevole differenza tra la superficie andata a fuoco alle pendici del monte Piglione nel territorio di Pescaglia indicata nel verbale (oltre 5mila metri o 50 ettari tra prato e bosco) e quella realmente bruciata. Inoltre dagli atti non sarebbe stato trovato riscontro esatto dell’innesco che diede origine alle fiamme che si svilupparono in 3 punti con altrettanti focolai: uno vicino all’abitazione di un pastore, un altro a breve distanza da una macchina appartenente ad uno degli indagati e un terzo in una zona più lontana senza però che nessun testimone avesse notato gli indagati aggirarsi in quell’area. I due pastori erano stati arrestati al termine di un’operazione preventiva con i forestali che avevano notato piccole colonne di fumo riconducibili ad un principio di incendio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera