Il presidio
Camionista della Valle condannato a un anno per le botte alla moglie
Nel febbraio 2017 il gip lo aveva allontanato dalla casa per maltrattamenti ripetuti sulla consorte e sui figli
COREGLIA
Condannato per lesioni, assolto per i maltrattamenti in famiglia e la tentata estorsione. I giudici del tribunale di Lucca (presidente Nidia Genovese, a latere Felicia Barbieri e Alessandro Dal Torrione) hanno condannato a un anno di reclusione senza benefici di legge un autotrasportatore ultraquarantenne di origini albanesi residente in Media Valle sposato con una connazionale e padre di diversi figli per le ripetute lesioni riportate dalla moglie nel corso di violenti litigi avvenuti negli anni.
L’ultima aggressione con violenze fisiche e morali, risalente al febbraio 2017, aveva portato uno dei figli ad avvertire i carabinieri intervenuti per procedere all’arresto. Per la procura quel padre-padrone - che inizialmente finì in manette - era troppo pericoloso per evitare la reclusione. Perché spesso, in preda ai fumi dell'alcol e dipendente dalla slot machine, trattava la moglie alla stregua di una sguattera e costringeva i figli minori di 14 anni a imposizioni varie per guadagnarsi un piatto di pasta.
All’epoca dei fatti venne negata al pm dal tribunale del Riesame la richiesta di un aggravamento della misura e quindi gli arresti domiciliari invece del divieto di avvicinamento alla famiglia con allontanamento da casa disposto dal gip. Il motivo? Il camionista era l’unico che lavorava e poteva provvedere al sostentamento del nucleo familiare e il legale dell’imputato puntò sul versamento del 70-80% dell'intera busta paga alla consorte priva di reddito e incapace di sostenere economicamente la famiglia e che, peraltro, non si è mai costituita parte lesa e tantomeno parte civile al processo. Al dibattimento come testimone è stata chiamata una responsabile dei servizi sociali - che si era occupata di quel nucleo familiare residente in Media Valle - e che ai giudici ha confermato le difficoltà esistenti da tempo e gli aiuti accordati per cercare di far fronte al grave disagio. —
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