Meteo
«La sicurezza stradale riguarda tutti e non può essere politicizzata»
L’assessore Marchini replica a SiAmo Lucca: «Quello che conta non sono le multe ma la prevenzione»
LUCCA
La sicurezza deve essere la vera preoccupazione: così l’assessore Celestino Marchini replica alle prese di posizione della minoranza sul caso autovelox, dopo l’inchiesta del Tirreno sui problemi dei nuovi impianti.
«In un paese dove si politicizza anche la sicurezza stradale, bisogna dire che siamo alla frutta, se non in mala fede – scrive Marchini – la sicurezza stradale non è di destra né di sinistra, ma riguarda tutti. Ogni anno le strade italiane “producono” oltre 3mila morti (8 al giorno) e circa 240mila feriti (quasi 28 ogni ora). Per chi ha meno di 40 anni la strada è la prima causa di morte e complessivamente gli utenti vulnerabili rappresentano quasi il 50% dei decessi; ogni anno vi cadono oltre 50 bambini, 500 donne e circa 400 ragazzi da 14 a 24 anni. Purtroppo Lucca, nel 2019, ha il tasso di mortalità più alto della Toscana, siamo la maglia nera. In ogni strage si consuma un dramma diverso per ciascuno di noi, ma, vi assicuro, sempre con un impatto devastante. E il peggio viene quando ci accorgiamo che la società non ha voglia né tempo di occuparsi di morti, di giustizia, di memoria e di solidarietà. La frase più ricorrente e becera che ci accompagna nel calvario che segue è “Tanto nessuno ve lo può ridare”. Quando ho letto che i tre consiglieri comunali di minoranza di SiAmo Lucca, parlano di pasticcio degli autovelox, di gaffe sulla sicurezza, penso che non hanno capito proprio niente dello scopo per cui sono stati messi: fare prevenzione. E nessuno ha mai detto che potevano essere fatte le sanzioni in remoto, ma loro no, divulgando informazioni capziose, di fatto “invitano” gli automobilisti ad andare più forte: “lo ribadiamo con forza, i cittadini devono sapere che gli autovelox non producono multe in automatico”. Complimenti, ho già letto sui social frasi quali “adesso possiamo andare anche a 100 all’ora, tanto le multe non si pagano”, “una cosa è certa, gli automobilisti in quei tratti erano prudenti, ora si ritorna al circuito di Melbourne”. Le nostre strade hanno già pagato un tributo enorme di morti, andate a raccontare la vostra verità ai genitori, fratelli, sorelle, figli e amici delle vittime».
Quindi l’assessore entra nel merito tecnico della questione: «Circa 18 mesi fa ho chiesto, in una commissione traffico, di pensare a un sistema di prevenzione, tramite autovelox, sulle strade più pericolose con l’obiettivo di tutelare l’incolumità dei pedoni e degli utenti deboli in generale. Il comandante della polizia municipale mi disse che era possibile installarli secondo i disposti della normativa vigente, ma sempre con la presenza di una pattuglia della polizia municipale. Dal momento che per me è fondamentale la sicurezza, ho dato il via all’operazione per i primi 5 autovelox nell’ottica della prevenzione, quindi per far diminuire la velocità (mi interessa quello, non le multe, anzi, spero che non ci sia nessuno da sanzionare e ciò mi farebbe felice per il semplice motivo che avrei raggiunto lo scopo): minor velocità equivale a maggior possibilità, in caso d’incidente, di salvare la propria vita. Più nello specifico, appena è stata emanata una recentissima e nuova disposizione legislativa, che è entrata in vigore il 14 settembre a postazioni già pianificate e installate, abbiamo pensato di chiedere al Prefetto l’apposito decreto per l’utilizzo delle postazioni fisse di rilevamento elettronico della velocità anche in assenza degli organi di polizia stradale sulle cinque strade di tipologia E, che precedentemente non era ammesso. Per cui il 27 ottobre abbiamo presentato l’istanza in Prefettura ed entro la fine di questa settimana essa sarà integrata con un’istruttoria suppletiva. A oggi non è pervenuto alcun diniego dalla Prefettura e ci regoleremo in base alle decisioni del Prefetto. Inoltre, sempre seguendo le nuove disposizioni e sempre in linea con la normativa stiamo predisponendo la pratica su 5 nuovi autovelox: due sulla statale del Brennero, uno sulla strada Provinciale per Camaiore, uno in via Einaudi e uno in viale San Concordio a Pontetetto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
