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Negozi poco sicuri: i dipendenti Eurospin scendono in piazza
I sindacati: assenza di misure antiassembramento e venditori costretti a sanificare anche i bagni
LUCCA. Poca sicurezza nei punti vendita Eurospin e i lavoratori scendono in strada. Succederà domani, in piazza Napoleone a partire dalle 10.
Le organizzazioni sindacali rappresentate da Daniela Ricchetti della Filcams – Cgil e Giovanni Bernicchi della Fisascat – Cisl, evidenziano ancora il persistere della situazione critica riguardante Eurospin in merito alla salute e sicurezza dentro i punti vendita della Provincia di Lucca.
«Ancora oggi - spiegano - permane l’indisponibilità da parte del Gruppo Eurospin ad accogliere le nostre richieste in merito alla costituzione del comitato Covid- 19, così come previsto dai protocolli condivisi tra Governo e parti sociali. A fronte di tale inaccettabile comportamento da parte di Eurospin le nostro organizzazioni nazionali di riferimento - dichiarano Bernicchi e Ricchetti - hanno assunto conseguenti iniziative di contrasto che a cascata si potranno tradurre nei territori, con proclamazione di stato di agitazione, scioperi e comunicazione alla Asl e alla Prefettura, il tutto per garantire la salute e la sicurezza nei punti vendita, in particolare nell’attuale».
Fra gli aspetti critici segnalati dai sindacati, l’assenza «di un attento controllo per il contingentamento dei clienti con eccessivi affollamenti; i dipendenti, con qualifica di addetti alle vendite del commercio, vengono obbligati a fare le pulizie e la sanificazione del negozio e dei bagni compresi quelli a disposizione della clientela, di fatto demansionandoli e senza alcun ricorso ad aziende specifiche e specializzate; oltre che la mancanza di informazione al personale, si segnala la mancata fornitura dei DPI e delle necessarie protezioni alle Casse; parziale inefficacia dei plexiglass forniti recentemente solo dopo gli scioperi ma sprovvisti di idonee fessure per il passaggio dei contanti e delle carte con conseguenti ravvicinamenti col cliente per la consegna; trasferte, dette missioni, tra negozi diversi anche laddove si sono verificati casi di positività con conseguente altissimo rischio di contaminazioni e di portare il virus tra i territori. Riteniamo pertanto che tutto questo non sia più tollerabile e siamo determinati ad intraprendere tutte leiniziative necessarie per contrastare le criticità emerse, proprio per questo abbiamo deciso di proclamare un’altra intera giornata di sciopero per il 9 dicembre». —
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