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Puppa: «Durante le feste non si può isolare chi vive nei piccoli Comuni»
Il consigliere regionale fa un bilancio dell’impegno durante il Covid «L’utilizzo dei social? È un modo contemporaneo per rendersi utili»
l’intervista
luca dini
Un garfagnino Doc a Firenze. Mario Puppa ce l’ha fatta e al secondo tentativo è stato eletto consigliere regionale con una valanga di consensi ottenuti anche fuori dalla sua terra. L’ex sindaco di Careggine si trova così ad essere un riferimento in questo momento di emergenza ed è protagonista sui social con un gruppo Facebook denominato “Quelli che vogliono Mario Puppa in Regione” in cui cerca di guidare i cittadini tra le righe di Dpcm e ordinanze .
Si trova a Firenze, in un momento difficile: si riesce ad andare oltre il Covid nelle sale della Regione?
«Entrare in carica in un momento come quello che stiamo vivendo non è stato semplice: la Regione che ho trovato ad aspettarmi ha testa e cuore immersi nelle questioni sanitarie, sociali ed economiche connesse alla pandemia. È giusto così. Le attività ordinarie e programmatorie nelle materie di competenza certamente vanno avanti anche se il lavoro del presidente Giani, della Giunta e del Consiglio è concentrato sulle misure anti-Covid».
Stiamo vivendo un periodo di incertezza, come vive questo il ruolo che si è ritagliato sui Social?
«Continuo a tenere un rapporto giornaliero con gli oltre 3000 membri del gruppo. Ora lo uso come strumento per informare i cittadini e rendergli la comprensione delle norme semplice e intuitiva. Pubblico notizie utili e opportunità che spesso non vengono colte a causa di un’informazione poco efficace. Un servizio che sta riscuotendo tanti apprezzamenti e che mi gratifica tantissimo. È un modo contemporaneo per stare vicino alle persone e rendersi utile».
Tra i temi centrali legati al Covid, c’è quello degli spostamenti. Il comune di Roma o di Milano non può essere considerato come quello di Careggine. Il Governo accoglierà la richiesta di elasticità per le zone montane come la Garfagnana?
«In Regione abbiamo approvato all’unanimità una mozione per considerare le unioni comuni come territorio omogenei in relazione agli spostamenti. Nei piccoli comuni, le Unioni sono già riferimento per tantissimi servizi e la vita sociale, a differenza delle città, si svolge con dinamiche territoriali e non all’interno dei confini politici dei singoli enti. Allo stesso modo sono contrario all’isolamento delle persone nei nostri piccoli comuni nei giorni del 25 e 26 dicembre e primo gennaio».
Giovedì si sono registrati 993 morti. Vittime ci sono state sin da marzo anche in Valle del Serchio. L’emergenza sanitaria è sotto gli occhi di tutti, ma si rischia anche il tracollo economico e sociale. Da vicepresidente della commissione “Sviluppo Economico e Rurale”, quali sono le azioni che la Regione sta pensando di mettere in campo per sostenere le attività economiche? Un territorio come la Valle del Serchio rischia di soffrire maggiormente la crisi?
«Il primo pensiero naturalmente va alle famiglie delle vittime. Premesso questo devo rilevare che la Regione sta mettendo in atto tutte le misure possibili per cercare di mitigare gli effetti negativi della crisi sanitaria sul sistema economico e produttivo. Cerchiamo di farlo in continuo rapporto con il Governo e con l’intento di andare a ristorare principalmente quelle attività che, per varie ragioni, restano escluse dagli aiuti statali. Nella nostra Valle già penalizzata per ragioni geomorfologie e infrastrutturali il mondo produttivo subisce ancor di più gli effetti negativi delle chiusure. Sono però sicuro che la tenacia e la determinazione degli abitanti faranno la differenza nel momento della ripartenza che ci auguriamo tutti arrivi al più presto». —
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