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«Il nemico invisibile ci ha travolti tutti Ma il valore della vita è inestimabile»
Il testo di una studentessa del Machiavelli scritto pensando alla madre infermiera
la riflessione
Pubblichiamo il testo che una studentessa di 5ª B del classico Machiavelli ha scritto pensando alla madre infermiera. Lo ha letto ieri in classe al termine di una lezione sul Covid.*
irene luchini*
L’inverno è appena finito, il glaciale freddo sembra ormai essersene andato, la natura dà inizio a quella primavera tanto attesa, galvanizzata dall’inebriante profumo dei fiori, il mondo sembra risvegliarsi finalmente dal lungo letargo, mentre le persone si lasciano andare a lunghe passeggiate, inconsapevoli del fulmineo e profondo “nemico invisibile” che verrà presto a spaventarci. È fine febbraio quando sul palcoscenico italiano una nuova malattia, inizialmente non molto conosciuta e talvolta minimizzata, inizia ad imperare, capace di assiderare il nostro status di tranquillità e inoppugnabile equilibrio.
È da qui che mia madre si accingeva a varcare la porta di casa per andare a lavoro con uno sguardo capace di conferire un’innaturale angoscia e un evidente smarrimento interiore. Il suo pensiero volgeva a tutto quell’armamentario che avrebbe dovuto indossare appena arrivata: due mascherine che le avrebbero poi rovinato il naso, camici monouso, copricapi, calzari e tanto altro… Vedere tutte quelle persone, a marzo e poi a novembre, ricoverate nei vari reparti ospedalieri o intubati nelle terapie intensive le destava panico, resasi conto della complessità di tale situazione: i pazienti costretti a essere attaccati ad una sorta di ventilazione meccanica senza poter usufruire di quel caloroso abbraccio di parenti che li aveva sempre caratterizzati fino a quel momento… tutto ad un tratto non c’era più…
A tutto ciò si aggiungeva il cruccio di poter ammalarsi e trasmettere il nemico invisibile alla propria famiglia. Tutto è insolito. Tutto è spaventoso. Tutto è diverso quando mia madre entra in ospedale. Invece, quando toglie la mascherina, quando abbandona pazienti, colleghi e medici, quando torna a casa, tutto si rivolge in un’atmosfera sommessamente unica, icastica e profonda.
Gli abbracci, le parole, gli sguardi, il conforto, una carezza, la bellezza della natura, l’incomparabile senso di protezione… tutto è così inestimabile… la nostra vita è inestimabile. Adesso lo sappiamo: proprio tutti. Il virus è arrivato e ci ha travolti. È arrivato e non ce ne siamo accorti. È arrivato e ci ha cambiati… —
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