Il presidio
L’ex Re Leone del ciclismo sarà sentito dal giudice il prossimo 22 marzo
LUCCA
Mario Cipollini, il campione di ciclismo alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e stalking nei confronti dell’ex moglie Sabrina Landucci e del compagno della donna, l’ex calciatore professionista Silvio Giusti, sarà sentito il prossimo 22 marzo dal giudice Felicia Barbieri. Sarà uno dei momenti più importanti del processo penale che anche ieri pomeriggio è proseguito con l’escussione dei testimoni della parte civile sostenuta dall’avvocato Susanna Campione. Sono stati chiamati a deporre la dottoressa Piera Banti che ha confermato quanto già riportato nel referto medico dopo che l’ex consorte del Re Leone del ciclismo mondiale era stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso per un’aggressione avvenuta in palestra. É stata poi la volta di Massimo Lari, il bodyguard assoldato dal fratello della donna, l’ex portiere e ora allenatore Marco Landucci, per tutelare la sua incolumità fisica dalle possibili ritorsioni dell’asso del pedale. La guardia del corpo ha raccontato che per un certo periodo è stato a disposizione della donna per i suoi spostamenti in quanto era spaventata dall’ex coniuge. Toccante la testimonianza di Gaia Giusti, 27 anni, la figlia dell’ex calciatore della Lucchese, del Chievo e dell’Alzano. Al giudice ha raccontato, con una certa commozione ripensando all’accaduto, l’aggressione verbale nei suoi confronti avvenuta nel 2015 da parte del re degli sprinter. La ragazza, in compagnia del fidanzato, si trovava al ristorante quando, stando al suo racconto, l’ex campione iridato del ciclismo l’avrebbe affrontata di fronte a tutti in malo modo riconoscendola come figlia di Silvio Giusti, compagno della ex moglie, e inveendo contro di lei anche fuori dal locale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
