Ricciardi, neuroscienziato che si occupa della parità di genere
lucca
Ad affascinarlo è il mistero delle nostre menti. Da quando, al quarto anno di medicina all'università di Pisa, studiò per un lungo periodo in un centro di ricerca del Maryland, Stati Uniti, dove venivano elaborate le prime mappature del cervello. Era il 1998, nel 2000 arrivò la laurea e nel 2004 il dottorato alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa. In neuroscienze, ovviamente, dopo la folgorazione americana. Da allora Emiliano Ricciardi, 45 anni e pisano di origine, non ha più smesso di studiare il cervello e nel 2016 è entrato in Imt, mettendo a disposizione dell'istituto lucchese tutto il suo bagaglio di ricerche e la sua voglia di conoscere sempre di più. Tanti gli studi che ha condotto - anche con la collaborazione dell'università di Pisa dove è stato assistente di biochimica e biologia molecolare fino al 2016 – utilizzando le neuroimmagini che permettono di scoprire come il cervello risponde agli stimoli esterni.
All'Imt insegna proprio questo – neuroscienze è la disciplina -, mentre nella governance accademica ha la delega per le politiche sociali, le pari opportunità e i rapporti con gli ex allievi. Per quanto riguarda le politiche sociali, suo compito è, tra gli altri, pensare alla qualità della vita nel campus degli studenti – molti dei quali stranieri - favorendo l'interazione tra loro e di loro con il territorio. Con le realtà locali, specialmente le scuole, vengono organizzati periodicamente corsi di formazione e incontri che mettono a contatto gli studenti di Imt con gli allievi delle superiori. Sulle pari opportunità il professore ammette la “falla” nel corpo docente dell'istituto dove la presenza femminile è ridotta al lumicino; va ancora peggio nella stessa governance, tutta di uomini. Ricciardi lo lega al fatto che le materie di Imt rientrano in prevalenza tra quelle cosiddette Stem – acronimo inglese per scienze, tecnologia, ingegneria e matematica –, statisticamente meno frequentate dalle donne. «Ma cerchiamo di rimediare – spiega – promuovendo la parità di genere su tutte le attività dell'istituto: seminari, convegni, commissioni di concorsi». Il terzo settore della delega riguarda i rapporti con gli ex allievi, regolati da un'associazione nata nel 2016 per portare il nome di Imt nel mondo oltreché creare una rete di sostegno formativo e lavorativo ai nuovi allievi. Con l'insegnamento, la ricerca e le altre mansioni a Ricciardi resta poco tempo libero. Quel poco lo divide tra la famiglia – moglie e figli di 10 e 7 anni con i quali vive a Cascina -, gli amici e le sue passioni: l'opera lirica, la cucina, i libri di Daniel Pennac e la pallavolo, di cui è stato giocatore e allenatore prima della laurea. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
