Il presidio
Pellegrini, un lucchese agli Alti studi nel segno di Ragghianti
lucca
«Un'opera che mi ha folgorato più di altre? Non so dirlo, perché ce ne sono troppe. Per me è impossibile fare una scelta. Direi semmai di cominciare a guardarci intorno, andando a scoprire monumenti, quadri o sculture che si trovano vicino a noi».
È il consiglio di Emanuele Pellegrini, storico dell'arte, docente di Imt dove insegna museologia ed è delegato all'internazionalizzazione nella squadra di governance nominata dal direttore Pietrini. Quello di Pellegrini – nato a Lucca e residente a Pescia - non è un consiglio suggerito dalle restrizioni per il Covid, ma vale in ogni periodo. Del resto ha compiuto gli studi universitari approfondendo il pensiero di un illustre lucchese, Carlo Ludovico Ragghianti, tra i massimi storici italiani dell'arte e tra le voci culturali più importanti della cultura del Novecento. Con questo bagaglio Pellegrini è entrato in Imt dove nel 2010 ha iniziato a tenere corsi di beni culturali prima di entrare stabilmente quattro anni dopo. Oggi, oltre all'insegnamento di museologia e all'incarico nella governance che lo porta, tra le tante attività a seguire progetti di ricerca con le università straniere, è responsabile del corso in analisi e gestione dei beni culturali. 45 anni, sposato e due figli di 9 e 3 anni, si è laureato all'università di Pisa, nella quale ha conseguito anche il dottorato. Prima di Imt, ha svolto lavori di ricerca e insegnamento alla Scuola Normale Superiore, sempre a Pisa, e negli atenei di Udine e Ca' Foscari di Venezia, alternando periodi di docenza in centri internazionali di cultura a Parigi e Pechino. Specializzato nella critica d'arte del Novecento, l'approfondimento su Ragghianti lo ha portato a dedicargli anche un libro: “Storico dell'arte e uomo politico”, questo il titolo, edito da Ets nel 2018. Nel volume Pellegrini ripercorre le tappe del complesso percorso biografico del grande studioso lucchese per la prima volta secondo un disegno unitario, evidenziando i molteplici nessi tra prassi politica, attività scientifica e impegno civile. In appendice il professore di Imt ha inserito una selezione del vasto carteggio di Ragghianti, in gran parte inesplorato, dove compaiono le massime autorità del mondo culturale e politico del XX secolo. Parlando del mondo della cultura di oggi e delle discussioni sulle chiusure di musei e mostre, Pellegrini non ha dubbi: «Nel rispetto delle norme di sicurezza si potevano salvaguardare di più i bisogni di cultura: quattro persone in un alimentari vanno bene mentre le stesse in un museo no? Nessuna polemica, comunque, bisogna sperare che tutto questo finisca presto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
