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l’ex direttore 

Bemporad: cambio di passo con l’ingresso in San Francesco

Bemporad: cambio di passo con l’ingresso in San Francesco

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Alberto Bemporad è stato direttore di Imt dal 2012 al 2015. Ed è proprio sotto la sua direzione che la scuola di Alti studi ha compiuto un passo decisivo per la sua crescita: l’ingresso in forze nel complesso di San Francesco restaurato a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

«Era l’estate del 2013 - ricorda Bemporad - e quello è stato un passo fondamentale. Va detto che Imt si trovava già in San Francesco: veniva utilizzata la “stecca” e c’era qualche ufficio. C’è stata quindi una certa gradualità. Con l’inaugurazione del San Francesco, però, abbiamo avuto una svolta nella vita dell’istituto». Sono arrivati infatti spazi in più e la possibilità di usufruire della mensa.

«Abbiamo avuto un cambio di passo, siamo diventati una scuola a tutti gli effetti. Ci ha permesso di organizzare eventi, anche internazionali, conferenze. Con la sala riunioni abbiamo condiviso momenti importanti di pianificazione e di conduzione della vita degli organi della scuola. C’è stata poi la possibilità di ospitare professori italiani e stranieri. Anche gli studenti, avendo una vicinanza continua con i docenti hanno potuto contare su un rapporto più costante e, grazie ai laboratori, siamo stati in grado di creare un istituto di ricerca vero e proprio».

Bemporad, ingegnere di formazione ed esperto di automazione, è arrivato a Imt nel 2011. Nel suo curriculum tanti periodo trascorsi in varie università, anche all’estero. Però, dice, «è davvero difficile trovare strutture belle come la nostra. Anche se, per parlare di un aspetto negativo, dobbiamo dire che il San Francesco è già saturo per quanto riguarda uffici e aule».

Anche per Bemporad l’aspetto dell’internazionalizzazione è fondamentale per Imt. Insieme a quello della multidisciplinarietà: «Ogni docente ha la sua disciplina, anche perché il mondo della ricerca ancora organizzato per discipline. La marcia in più che abbiamo è confrontarci fra colleghi di discipline diverse. Ci ha permesso di fare iniziative di dottorato interessanti come quella all’incrocio fra ingegneria. informatica ed economia ».

Un metodo che viene “passato” anche agli studenti, seppur con grano salis: «Non è facile perché, come dicevo, il mondo va avanti per discipline. Devono avere professionalità spiccata, bisogna stare attenti a non far correre loro il rischio di non essere né carne né pesce». —

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