Danni finanziari del Covid: nasce lo sportello di aiuto
Annalisa Cacciapuoti è l’esperta che cura il servizio gratuito di consulenza avviato grazie all’associazione Telia. C’è chi ha perso il lavoro e chi vuole investire
/LUCCA
Dopo la salute, fisica e psicologica, il lavoro e ciò che attiene alla solidità finanziaria di ciascuno. La pandemia ha operato una drastica selezione di priorità nella vita di tutti, presentando a molte persone difficoltà serie, legate alle personali economie, spesso senza qualcuno da cui ricevere un consiglio professionale. I casi sono tanti e molto diversi tra loro: l’associazione Telia ha creato un servizio di supporto finanziario, uno sportello gratuito e telefonico, a cui rivolgersi per una consulenza.
Lo ha fatto appoggiandosi a una professionista esperta come Annalisa Cacciapuoti, sua associata, con un’esperienza trentennale nel mondo bancario (è stata anche direttrice di una filiale), oggi consulente finanziario per la banca Consulia. Lo sportello (attivo il giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19, al numero 347 4424515) in realtà è nato, seppure in modo meno strutturato, durante la prima ondata pandemica: adesso viene riproposto.
«In quel periodo – spiega infatti Annalisa Cacciapuoti – ricevevo tante telefonate da amici alle prese con problemi finanziari. Mi sono detta che era quello il momento di donare agli altri un po’ del nostro tempo per aiutare nelle materie che conosciamo di più. L’ho proposto all’associazione e siamo partite. In quel periodo, le banche erano chiuse, la gente spaesata, molte persone avevano difficoltà anche ad approcciarsi all’home banking. Le persone spesso hanno bisogno di essere prese per mano quando si trovano davanti a una situazione sconosciuta».
Durante la prima ondata, che tipo di consigli le sono stati più spesso richiesti, per quali situazioni?
«Ci sono stati risparmiatori che avevano fatto investimenti finanziari ma che non capivano cosa avevano in mano. L’emergenza sanitaria aveva fatto nascere il dubbio che si trattasse di un investimento sbagliato o rischioso e mi contattavano per avere un parere. Qualcuno mi ha chiesto come programmare i propri risparmi in quella precisa fase, altri non sapevano come sospendere il mutuo, qualcuno invece stava accendendo un mutuo in quei mesi e mi ha chiesto un parere. Ho anche accompagnato alcune persone in banca quando sono andate a firmare pratiche per un prestito: a volte anche la sola presenza di una persona fidata è importante nei momenti topici della vita. C’è stato anche chi ha deciso di investire durante il lockdown e mi ha chiesto una valutazione. Tengo a sottolineare che si tratta di uno sportello di aiuto».
Cosa si aspetta dalla seconda ondata della pandemia, che tipo di situazioni pensa di incontrare?
«Adesso è diverso, ora c’è più paura per la salute e i mercati stanno tenendo. Dal punto di vista finanziario le persone sono meno spaventate e più pronte all’ascolto. Finora ho ricevuto telefonate per pareri su dove cogliere opportunità di investimento. Mi aspetto più consapevolezza su investimenti fatti e da fare, ma più problemi con i risparmi. Ho già parlato anche con persone che hanno perso il lavoro e cercano soluzioni per assolvere ai debiti senza perdere la casa. Nessuno si deve vergognare a chiedere un consiglio di questo tipo. In questo momento ci sono persone anche giovani che non sanno dove andare a battere la testa, che devono sospendere il mutuo e cercano un punto di riferimento. Nessuno ha la bacchetta magica, ma di ogni situazione si possono fare valutazioni e cercare vie di uscita». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
