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Rifiuti, nuovi sgravi in arrivo per le attività

barbara antoni
Rifiuti, nuovi sgravi in arrivo per le attività

Sistema Ambiente e amministrazione rifiutano la protesta dei ristoratori: «Non sanno di avere diritto a non pagare se rimangono fermi oltre 60 giorni»

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LUCCA. Respinte in blocco al mittente - i ristoratori di Fipe Confcommercio Lucca, attraverso il loro presidente Benedetto Stefani - le proteste per le bollette dei rifiuti che, hanno detto gli operatori, non tengono conto dei periodi bui del lockdown di primavera. Sistema Ambiente e amministrazione comunale sono fermi sulla loro linea: i commercianti hanno pressoché ignorato le agevolazioni offerte sulla parte variabile della tariffa e probabilmente ignorano di e l’opzione di ssere dispensati dalla tariffa integrale in periodi di inattività superiori a sessanta giorni. Infine, l’annuncio: allo studio una manovra che permetterà di allargare il ventaglio delle categorie che potranno beneficiare dell’azzeramento della tassa in caso di inattività.

La questione è delicata, cerchiamo di sviscerarla negli aspetti più significativi. Partendo intanto dal provvedimento varato la scorsa primavera, quando il Comune ha destinato 600.000 euro per coprire lo sgravio della parte variabile della tariffa. La scadenza, per le domanze, è il 30 novembre: da quasi sei mesi a questa parte sono arrivate richieste per 80.000 euro su 600.000. «I ristoratori sono tutti a conoscenza di questa possibilità, anche attraverso le loro associazioni di categoria: quindi la loro protesta è infondata», taglia corto Caterina Susini, direttore di Sistema Ambiente. I ristoratori da parte loro hanno rimarcato che si tratta di un’agevolazione troppo “leggera”: ma il Comune fa presente che su una tariffa media di 3-4.000 euro l’anno, l’agevolazione sulla parte variabile può corrispondere ad alcune centinaia di euro, visto che può arrivare al 40% della parte variabile.

Il secondo punto sta nel contenuto dell’articolo 14 del regolamento di Sistema Ambiente: la previsione di azzeramento della bolletta, sia nella parte fissa che variabile, per un gruppo di attività (alberghi con e senza ristorante, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie, hamburgherie, bar, caffè, pasticcerie) che rimangano inattive per un periodo superiore a sessanta giorni. È stato così nel lockdown della scorsa primavera, durato dal 9 marzo al 18 maggio: quindi le attività interessate possono fare richiesta di esonero dalla tariffa complessiva per il tempo corrispondente al lockdown.

Si arriva al terzo punto, cioè la novità al momento in discussione: l’estensione del beneficio suddetto ad altre categorie, non di esercizi ma di negozi. L’amministrazione comunale, nell’ambito di un tavolo congiunto di cui fanno parte maggioranza e opposizione, sta lavorando a questa ipotesi e ne sta valutando con gli uffici la fattibilità giuridica. Quanto alle risorse, il Comune conferma i 600.000 euro già previsti (diminuiti della parte che verrà erogata a quanti richiederanno lo sgravio della parte variabile). Per la cifra restante necessaria alla copertura della tariffa integrale non spettante durante l’inattività oltre i sessanta giorni, si andrà verso il conguaglio su altre utenze. Perché nonostante la riduzione del ritmo di lavoro dei pubblici esercizi nel corso del 2020, non è calata la spesa dello smaltimento rifiuti per Sistema Ambiente. —

barbara antoni


 

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