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Forza Italia: il rischio è una città nella città Serve una pausa
Lotti, Marchetti e Mallegni parlano di forzature come il prezzo dell’area e i 90 appartamenti
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«La fretta è una cattiva consigliera, il l Comune si confronti con le imprese su quale è il modello di sviluppo del centro storico più compatibile». È la posizione sulla manifattura sud di Roberto Lotti (delegato comunale di Forza Italia), Maurizio Marchetti (coordinatore provinciale) e Massimo Mallegni (coordinatore regionale). «Tutti auspichiamo che l'immobile venga strappato al degrado in cui si trova, ma bisogna fare attenzione a non intraprendere soluzioni che stravolgano il tessuto urbanistico. Se da un lato la volontà di investimento della Fondazione Crl attraverso Coima è da valutare con interesse dall'altro notiamo una confusione abbinata a un voler forzare le tappe, condita da elementi che non ci convincono: partendo dal prezzo di cessione dell'area a soli 3 milioni e 200 mila euro per passare ad un project financing che non aumenterà i parcheggi nella zona. Per non parlare della previsione di realizzare nell'ex opificio 90 appartamenti». Secondo gli Azzurri, c'è il rischio concreto che si vada a realizzare una città nella città, che ne stravolga le funzioni. «Lucca conta già su una desertificazione pre-Covid, dove le case invendute sono centinaia e il commercio è in crisi da tempo. Tra le ipotesi prospettate, l'unica nota positiva è il trasferimento di Tagetik, ma si tratta di seimila metri quadrati su circa 20mila. L'amministrazione deve fermarsi e ponderare bene, magari con l'aiuto persone che conoscono la Città e le sue prospettive per individuare il piano migliore per proiettare Lucca nei prossimi decenni». —
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