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Le quattrocento “candeline” sul palco di Teatro Giovani: 42 anni sulla scena

rossella lucchesi
Le quattrocento “candeline” sul palco di Teatro Giovani: 42 anni sulla scena

Il traguardo di rappresentazioni della compagnia amatoriale: «Peccato non poter avere una sede fissa» 

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la storia

rossella lucchesi

Quattrocento repliche in 42 anni di attività, con una media di una rappresentazione al mese. Numeri da record per una compagnia di teatro amatoriale che, dalla sua fondazione, ha portato in scena decine di commedie, drammi e musical, incantando la platea di grandi teatri italiani. La compagnia Teatro Giovani di Lucca è sinonimo di un successo che si rinnova ad ogni stagione, con proposte, portate in scena da un gruppo di attori che niente - a parte il cachet - hanno da invidiare ai colleghi professionisti.

La recita numero 400 è andata in scena qualche settimana fa al Real Collegio, con lo spettacolo Dal varietà a Studio Uno, omaggio all’attrice Franca Valeri, scomparsa recentemente che fu personaggio di punta del varietà negli anni d’oro della televisione e del teatro italiano. Teatro Giovani risulta essere la compagnia teatrale di prosa in lingua, più datata di Lucca e tra le più apprezzate nel panorama amatoriale italiano, come confermano i riconoscimenti ottenuti in oltre quattro decenni di attività.

Fondata nel 1978 da Angelo e Anna Fanucchi e attualmente guidata dalla presidente Francesca Pacini, oggi la compagnia è composta da una ventina di persone, fra tecnici e attori, molti dei quali giovanissimi, figli e nipoti di artisti che vi lavoravano agli esordi e sono tuttora attivi. Insomma, una grande famiglia «dove - commenta Ugo Manzini, attore e regista - si ride e si scherza e talvolta si litiga, ma si lavora seriamente per divertire il pubblico che ci segue da sempre con affetto, ma soprattutto per sostenere progetti a fini benefici che sono il nostro obiettivo sociale».

Negli anni, alla scuola di Teatro Giovani si sono formati artisti come Nicola Fanucchi - figlio dei fondatori, apprezzato attore e regista professionista, conteso da famose compagnie teatrali - e Vania Della Bidia, attrice di successo, ma anche conduttrice televisiva, attualmente in teatro con la commedia “L’accendino magico”. Agnese Manzini, figlia di Ugo, ha invece scelto di restare nella compagnia amatoriale, pur essendo particolarmente dotata in campo recitativo. Dalla compagnia sono nate altre esperienze teatrali, come il laboratorio Retroscena di Emilio Micheletti, Teatro e Nono Solo di Miriam Iacopi e il laboratorio AreaDanzaArabesque diretto da Ugo e Agnese Manzini. Tra gli spettacoli più gettonati “La casa di Bernarda Alba”, vincitore di quattro premi nazionali, tra cui quello ex aequo come migliore attrice per le dodici donne protagoniste. Se in scena le soddisfazioni cono tante, quando cala il sipario c’è l’amarezza di non poter contare su una sede fissa, con gli spazi necessari per le prove degli spettacoli, né di un magazzino in cui riporre scene e costumi che adesso cominciano a essere davvero tanti. «Dobbiamo appoggiarci in luoghi privati che ci vengono concessi provvisoriamente - aggiunge Manzini - perché siamo tutti volontari e non possiamo permetterci di affittare un capannone adatto alle nostre esigenze, ma non è semplice traslocare e trovare un’altra soluzione ogni qualvolta ci viene chiesto di liberare l’immobile». Il regista parla anche della crisi della pandemia che ha costretto anche la sua compagnia a fermare i lavori e le prove per lo spettacolo che era già pronto. «Incrociamo le dita, dice, perché la cultura è alla base della nostra esistenza e per migliaia di persone è il pane quotidiano». —

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