Italia
Obbligo di dimora per l’ex impresario che con la pistola minacciò il notaio
Oltre a turbata libertà degli incanti adesso è indagato anche per estorsione aggravata dall’uso dell’arma
Luca Tronchetti / LUCCA
Obbligo di dimora nel comune di Gallicano dove risiede. É quanto stabilito dal gip Antonia Aracri che ha convalidato l’arresto del sessantaquattrenne ex impresario e specializzato nella progettazione meccanica accusato, oltre che di turbata libertà degli incanti, anche di estorsione aggravata dall’uso delle armi. Perché impugnando una Beretta modello 85 ( revolver giocattolo, imitazione dell’originale, dotato di tappo rosso) ha impedito lo svolgimento della vendita pubblica all’incanto di beni immobili per conto del tribunale allontanando gli offerenti e strappando i documenti relativi alle sue vecchie proprietà (fabbricati e terreni agricoli) finiti nel 2009 nel lungo iter dell’esecuzione immobiliare.
INTERROGATORIO
Nell’interrogatorio tenutosi ieri mattina alle 10 - al termine del quale la misura degli arresti domiciliari disposta dal pm Laura Guidotti e stata trasformata dal gip in obbligo di dimora - l’ex impresario si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma dai verbali di arresto, eseguito dai carabinieri, e dal colloquio con il giudice è emerso quel gesto plateale, disperato e di pura prostrazione, aveva un solo scopo: impedire la vendita di quei beni di famiglia che, a suo giudizio, gli erano stati sottratti da un sistema bancario perverso e in seguito a rovesci economici legati all’impossibilità di poter proseguire la sua professione. Insomma, non era sua volontà di far male o di uccidere nessuno
I FATTI
La mattina di martedì il sessantaquattrenne nativo di Barga e residente a Gallicano vestito con tuta mimetica è entrato nella sede dell’associazione notarile per le Procedure Esecutive in viale Giusti. Entrando nella stanza d’ingresso ha visto una coppia e ha chiesto a uno dei coniugi se fossero interessati all’acquisto del lotto dell’esecuzione immobiliare del 2009. In pratica delle sue unità abitative con diritti di proprietà su terreni e fabbricati rurali ad uso metato, piccoli appezzamenti di terreno e annessi agricoli. Alla loro risposta affermativa ha esclamato in tono minaccioso: «Allora la faccenda si mette male». È sorta una discussione e dall’altra stanza, avvertito dalla segretaria, è piombato il notaio Fabio Monaco, delegato per la vendita dal tribunale, che con discrezione e buon senso ha cercato di calmare l’ex impresario. Sembrava esserci riuscito, ma quando è iniziata la procedura con il deposito delle offerte, l’ultrasessantenne ha tirato fuori la pistola e impugnandola a due mani si è impossessato dei documenti e li ha strappati di fronte a tutti. Solo quando il notaio ha detto che non si sarebbe proceduto alla vendita, l’ex imprenditore ha poggiato l’arma giocattolo sul tavolo ed è uscito avviandosi verso la macchina parcheggiata sulla circonvallazione. Lì è stato raggiunto dai carabinieri e portato in caserma. —
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