Il presidio
Sbloccati i soldi: possono partire i lavori in via Leccio
Porcari, finalmente disponibili i tre milioni di euro per intervenire sull’argine del fiume e mettere in sicurezza i residenti
PORCARI. L’annuncio, atteso da tempo, è arrivato, adesso si tratta di dare il via ai lavori per togliere i geoblock da via Leccio e ridare tranquillità e sicurezza ai residenti della strada. Residenti costretti a ogni pioggia a convivere con l’incubo dell’allagamento, incubo che spesso diventa realtà. Ma adesso i soldi, quasi tre milioni di euro, necessari alla messa in sicurezza dell’argine destro del Rio Leccio, sono in arrivo dalla Regione. Ad anticipare la notizia del finanziamento è stato il sindaco Leonardo Fornaciari.
Un annuncio che mette fine ad un lungo e complesso iter burocratico, fatto di solleciti e diffide, per sbloccare i finanziamenti – già stanziati ma congelati – fino a quella del giugno di quest’anno, dopo che un’altra piena aveva provocato l’ennesimo allagamento. Lo stanziamento ammonta a 2 milioni e 889mila euro.
«L’amministrazione comunale – dicono Fornaciari e il suo vice Franco Fanucchi – porta a Porcari quasi tre milioni di euro per rendere sicuro l’argine del rio Leccio fino alla ferrovia. Ben 3 milioni su 20 assegnati alla Regione approdano a Porcari, un risultato importante e significativo che premia la tenacia e l’impegno dell’amministrazione. Ci sono stati ritardi, ma non ci siamo rassegnati per raggiungere quest’obiettivo che rappresenta un passo decisivo per la messa in sicurezza questo importante corso d’acqua che negli ultimi anni ha creato problemi in occasione di forti piogge e maltempo». Prima della rimozione dei blocchi in cemento (ossia i geoblock) occorrerà mettere in la sicurezza l’argine. Proprio quei blocchi, collocati dal Genio civile in tre punti della strada per sostenere l’argine là dove aveva ceduto nel novembre 2016, hanno rappresentato e continuano a rappresentare un motivo di preoccupazione, visto che riducono la larghezza di una carreggiata già molto stretta a cose normali, con tutti i pericoli che questo comporta.
Quell’intervento era già programmato, e inserito dalla Regione nell’elenco delle opere idrauliche, sin dal 2019, ma tutto è rimasto fermo a causa dei soldi necessari, che sulla carta c’erano, ma che in realtà erano bloccati a Roma. I lavori ora saranno fatti dalla Regione, ente che ha la competenza per la manutenzione straordinaria dei fossi di terza categoria, e domani il progetto sarà illustrato nei dettagli. —
Nicola Nucci
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