Il Tirreno

Lucca

la polemica 

Inceneritore di Marlia «Inquinamento come 10.000 camini»

Nicola Nucci

Durissimo attacco al progetto da parte di Rossano Ercolini «L’impianto ricade in aree a vincoli paesaggistici»

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CAPANNORI

Stop all’inceneritore a biomasse a Marlia. Il dissenso arriva da una voce autorevole, quella di Rossano Ercolini, fondatore e volto del movimento rifiuti zero e presidente del Centro rifiuti zero. Il vincitore del Goldman Environmental Prize nel 2013, il cosiddetto Nobel per l’ecologia, si dice contrario all’impianto che sarebbe realizzato nel territorio capannorese, ai confini con San Pietro a Vico, dopo la richiesta di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale in Regione avanzata dalla società lombarda Sime Energia.

Zero Waste Italy, l’associazione Ambiente e Futuro e il Centro Ricerca RZ del Comune di Capannori chiedono alle autorità competenti di bocciare il progetto per realizzare, nello stabilimento della industria cartaria Pieretti di Marlia, un impianto di trattamento di rifiuti in legno e produzione di biomassa, destinata poi ad essere bruciata per la produzione di energia e vapore a servizio della cartiera. L’impianto dovrebbe bruciare circa 25.000 tonnellate anno, ovvero 72 al giorno, di rifiuti classificati come biomassa: scarti di sfalciature e verde pubblico, cortecce e imballaggi legnosi, pallet. La centrale termica dovrebbe sostituire una centrale analoga ma funzionante a gas naturale. L’impianto oltre a prevedere la combustione di rifiuti legnosi dovrebbe anche accoglierli su di una piattaforma all’aperto per prepararli alla combustione.

Ercolini, che da poco è uscito con un nuovo libro (Il Bivio, manifesto per una rivoluzione ecologica) nell’esprimere la sua contrarietà punta sugli effetti sull’ambiente. «L’azienda proponente in modo disinvolto afferma che, in un quadro in cui si chiede la messa al bando dei caminetti domestici, le emissioni dell’impianto non rappresenterebbero una significativaaggiunta inquinante, ma omette che la combustione delle 25.000 tonnellate rappresenta l’equivalente di oltre 10.000 caminetti aggiuntivi accesi nella Piana mentre già pesante risulta il fardello delle polveri sottili».

Per Centro Rifiuti Zero «l’impianto, che di fatto si configura come inceneritore, andrebbe a sostituire un’analoga centrale già funzionante a gas naturale moltiplicandone l’impatto negativo sulla qualità dell’aria». ll progetto dell’impianto, attualmente al vaglio degli uffici regionali, ha creato apprensione nei residenti per il trasporto nei locali della cartiera di un elevata quantità di rifiuti in legno da trasformare in biomassa e portae a combustione nel nuovo impianto. «L’impianto, ubicato a pochissime centinaia di metri dai centri abitati di Marlia, ricadrebbe sia in vincoli paesaggistici, almeno in parte, che in aree ad alta ed elevata vulnerabilità degli acquiferi dove risultano vietati depositi a cielo aperto di materiali inquinanti. Infine per il piano strutturale di Capannori l’area dell’intervento ricadrebbe in un sito che vieta attività potenzialmente inquinanti come quelle relative a centrali termoelettriche».

Un progetto che per uno dei più influenti esponenti dell’ambientalismo in Italia «non solo è irricevibile ma comportando indubbi vantaggi economici e aprendo la strada ad altre imprese del territorio che potrebbero chiedere interventi equivalenti. Basta aggressioni al territorio della Piana lucchese».

Il Centro Rifiuti Zero chiama in casa i comuni di Capannori e Lucca chiedeno di esprimersi sul progetto. «La tutela della salute dei cittadini non può essere messa in discussione da una imprenditoria che anziché ritenersi coinquilina del territorio che la ospita pretende di ergersi a proprietaria, in un momento in cui è sempre più netto il rapporto tra salute e qualità ambientale». Dura presa di posizione nei confronti del progetto anche del partito democratico di Marlia. —



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