Un MOVIMENTO D’OPINIONE CHE COMBATTA LA BUROCRAZIA
LUCCA
Per Mathias Cappelletti diventa fondamentale ottenere l’invalidità. Perché permette di accedere ad una serie di servizi fondamentali nella vita quotidiana di persone che non possono più compiere determinati servizi. Tra le agevolazioni c’è la possibilità di acquistare un’auto con Iva inferiore e scaricare le spese sostenute per gli adattamenti del caso. Dice Cappelletti: «Il 15 luglio, dieci giorni dopo l’incidente, il mio medico mi prepara la richiesta per l’accertamento dell’invalidità. Il 23 luglio inoltro la domanda all’Inps per essere contattato dalla commissione. Dopo un mese senza che nessuno mi faccia una chiamata vado allo sportello della medicina legale per chiedere informazioni. L’operatrice mi risponde che lo sportello è chiuso causa Covid e devo contattare telefonicamente la medicina legale. Con pazienza certosina chiamo il numero indicato e racconto la mia situazione». La risposta è allucinante. «Causa Covid stiamo visitando adesso le persone che hanno chiesto una visita a marzo». Cappelletti ad ottobre richiama: «La mia domanda è stata inserita dall’Inps il 23 luglio e, causa Covid, chi ha fatto la domanda a giugno probabilmente verrà chiamato a novembre. Praticamente tutto è slittato di 4 mesi. Eppure nel periodo Covid tutte le risorse a disposizione dell’Inps lavoravano in modalità agile. Non capisco poi perché, per smaltire le code, non venga implementato il personale almeno per valutare casi oggettivi come quelli dell’amputazione di un arto». Facendo due conti servono 10 mesi per avere una visita psicologica, 6 per ottenere la patente speciale e nessuna risposta dopo 4 mesi dalla richiesta di invalidità. «Sono molto deluso – conclude Cappelletti che vuol dare voce a persone nella sua stessa condizione o con disabilità dalla nascita – da questo atteggiamento della pubblica amministrazione. Credo che nessun cittadino meriti di vivere l’odissea che sto vivendo. Io, con l’aiuto di una famiglia unita e instancabile e con tanta determinazione, sto lottando per tornare ad essere una persona felice con le giuste ambizioni. Ma più passa il tempo e più realizzo che non dipende solo dalla mia volontà e dalle mie azioni, il futuro della mia esistenza. Al contrario l’indifferenza di certi funzionari e dipendenti e le lungaggini burocratiche incidono e non poco sulla volontà di continuare a lottare. Chiedo alle persone serie e sensibili, alle associazioni, ai partiti, ai movimenti di contattarmi all’indirizzo di posta elettronica cappelletti.ms@gmail.com per formare con me un movimento di opinione in grado di cambiare le cose e aiutare per davvero i cittadini in difficoltà, specie con handicap, venendo incontro alle loro legittime e sacrosante esigenze». —
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