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Scuole superiori, tutti a casa: si salvano (solo) i laboratori

Federica Scintu
Scuole superiori, tutti a casa: si salvano (solo) i laboratori

Si passa al 100% di didattica digitale: in presenza chi ha bisogni educativi speciali

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LUCCA. Alla fine la didattica integrata toccherà a tutti gli studenti delle scuole superiori. Ma le attività laboratoriali, almeno quelle, c’è la possibilità che rimangano in presenza. Come un occhio di riguardo c’è stato, e menomale, nei confronti di tutti quei ragazzi che hanno bisogni educativi speciali che potranno continuare ad andare a scuola seguendo le lezioni collegati online con il resto della classe che invece sarà a casa. È quanto prevede la bozza del nuovo decreto del Presidente del Consiglio per quanto riguarda il settore dell’istruzione per il quale, a livello nazionale, non sono state introdotte ulteriori modifiche, almeno nell’assetto più strettamente organizzativo.

Modifiche che invece potrebbero essere previste nel caso il livello di rischio - legato a diversi fattori quali l’indice Rt, l’occupazione dei letti di terapia intensiva, ecc... - aumentasse. La Toscana infatti al momento non sarebbe fra le regioni con il livello di rischio più alto, che prevede lezioni a distanza anche per seconda e terza media. Presumibilmente da domani quindi, tutti i ragazzi che frequentano gli istituti superiori della Lucchesia seguiranno le lezioni da casa in didattica digitale integrata - quindi con l’insegnante che sarà a scuola - mentre per quanto riguarda i laboratori ci sarà la possibilità di poterli appunto utilizzare per le attività in presenza. La decisione spetterà, è presumibile, ai singoli dirigenti scolastici.

Dirigenti che intanto avevano cominciato a entrare nell’ottica di dover di nuovo cambiare la loro organizzazione scolastica. Basandosi sul modello marzo-aprile? Fino alla tarda serata di ieri ancora era difficile dirlo. Ma certo la possibilità di salvare i laboratori dà un po’ più di respiro soprattutto agli istituti professionali per i quali le attività pratiche sono fondamentali. «Speriamo comunque di non arrivare a maggio-giugno in questa situazione - dice il preside dell’istituto Fermi-Giorgi, Massimo Fontanelli - è vero che i positivi stanno aumentando ma vengono da fuori. La scuola è un posto sicuro: i ragazzi usano la mascherina e gli insegnanti sono molto attenti. La didattica digitale integrata pone il problema della stabilità della connessione perché i docenti vengono a scuola anche per fare lezione a distanza. Noi abbiamo potenziato ma sto aspettando il consenso della Provincia per fare i lavori. Ma ho l’impressione che da questo punto di vista molti istituti potrebbero trovarsi in difficoltà. In più ora anche le interrogazioni e le verifiche dovremmo farle a distanza. A questo si aggiunge anche il recupero delle insufficienze dello scorso anno». Sospiro di sollievo anche per la dirigente dell’Isi di Barga, Iolanda Bocci che proprio due giorni fa aveva pubblicato le foto di alcuni laboratori che erano stati riaperti all’Alberghiero. «Metteremo comunque come a marzo tutto il nostro impegno - dice Bocci - per continuare efficacemente il percorso educativo didattico iniziato, anche supportando i ragazzi e le famiglie a livello di strumentazioni e facendo sentire che ci siamo, che la comunità scolastica continua a essere coesa. Siamo un po' amareggiati perché abbiamo messo in atto veramente tutto quanto indicato per riaprire e accogliere in sicurezza i ragazzi. Se lo stesso fosse stato fatto anche per i servizi di cui la scuola necessita ma che non sono di sua competenza insieme al rispetto delle regole anticontagio da parte di tutti forse non saremo in questa situazione». —
 

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