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Metalmeccanici in piazza per un nuovo contratto

luigi spinosi
Metalmeccanici in piazza per un nuovo contratto

A Lucca , in occasione dello sciopero nazionale, un presidio in piazza Bernardini

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LUCCA

In tempi di economia 2.0, di terziario avanzato e “new tecnology” , troppo spesso ci dimentichiamo della sua esistenza e cosa ancor più grave, dei suoi diritti. Stiamo parlando della classe operaia. Sì perché senza le “tute blu” gran parte del nostro sistema economico e anche sociale andrebbe in tilt, e lo si è visto bene nel periodo del locdown quando, a fronte di molte attività stoppate, gran parte di quelle tute blu hanno dovuto continuare a lavorare, perché il frutto de loro lavoro era (ed è) ritenuto indispensabile.

Ebbene, giovedì mattina, parallelamente allo sciopero nazionale di 4 ore, molti di loro saranno in piazza per protestare e chiedere il riconoscimento dei propri diritti, sotto forma di quel contratto in attesa da un anno di essere rinnovato. Una protesta che riguarda il settore metalmeccanico e che arriva anche a Lucca, dove sono oltre 8mila i lavoratori interessati. In città Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno organizzato un presidio, dalle 9 alle 12, di fronte all’Associazione Industriali in piazza Bernardini).

«Lo sciopero – si legge nella nota è una risposta alla rottura della trattativa decisa da Federmeccanica a un anno dalla presentazione della nostra piattaforma».

Tanti i temi su cui viene chiesto un confronto: rilancio del settore, difesa dell’occupazione, sicurezza e salute dei lavoratori, la loro qualità della vita, riconoscimento delle competenze, ma soprattutto c’è l’aspetto salariale.

«A fronte di una nostra richiesta di un aumento dell’8% – spiega Mauro Rossi della Fiom Cgil – che, per fare l’esempio di un quinto livello, ossia un livello medio, vuol dire un aumento di 145 euro in tre anni, la controproposta è stata quella di recuperare l’inflazione. Un’inflazione che è stata pari a zero, se non negativa, e che si tradurrebbe in un aumento di 40 euro in tre anni. Praticamente nulla. Poi vi è tutta una serie di questioni da affrontare. Per esempio sulla gestione degli appalti, a cui in tanti ricorrono sempre più spesso: chiediamo anche per quei lavoratori gli stessi diritti (dall’accesso alle mense alla possibilità di organizzare assemblee, per citare un paio di esempi). Diritti che sì, alcuni imprenditori riconoscono, ma per loro volontà, non perché sono ratificati».

Questo in un panorama che, almeno per la Lucchesia, non è così cupo. Anzi. «Nella nostra provincia – riprende Rossi – il settore metalmeccanico è rappresentato soprattutto dalla cantieristica in Versilia, dalla Kme in Garfagnana e dalla produzione di macchine per cartiere nella Piana. Ebbene, a parte il caso Kme, il settore nautico e quello per il cartario stanno andando benissimo, come sostengono gli stessi imprenditori. Settori che in molti casi hanno continuato a lavorare a pieno ritmo anche durante il lockdown». —



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