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ALTOPASCIO 

La cascina diventa luogo per coltivare piante di cannabis

La cascina diventa luogo per coltivare piante di cannabis

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ALTOPASCIO

Un cascinale abbandonato che diventa un laboratorio artigianale per la coltivazione di cannabis. Un’idea venuta in mente e messa in pratica da un quarantenne albanese, residente ad Altopascio, la cui attività imprenditoriale è stata interrotta dall’arrivo dei carabinieri.

L’uomo, con precedenti nell’ambito dei reati sugli stupefacenti, è stato arrestato in flagranza e il magistrato di turno, Aldo Mantovani ha disposto la custodia in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida davanti al gip in programma tra domani e martedì.

Il proprietario dell’immobile, un italiano, era all’oscuro del cambio di destinazione d’uso approntato dall’albanese al fabbricato. Il blitz, fase ultima di un’attività di indagine durata alcuni giorni, si è concluso con l’arresto del 40enne trovato nella sua “azienda”. Sono stati i carabinieri della Compagnia di San Miniato con il Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di San Romano a chiudere l’operazione con le manette al coltivatore della sostanza stupefacente.

Quando i militari sono entrati nel casolare in una zona isolata raggiungibile, comunque, in auto hanno trovato un ambiente tutt’altro che fatiscente. L’arrestato, da circa un mese, lo aveva sistemato con tutti gli arredi e gli equipaggiamenti per la coltivazione della cannabis. All’interno sono state sequestrate 56 piante in fase vegetativa, ciascuna contenuta in un vaso in plastica. Luci e impianti di aerazione per creare un microclima ideale a beneficio delle piantine di cannabis da mettere poi in vendita. L’ottimo stato di conservazione delle piante veniva garantito da un particolare sistema costituito da apparecchiature a ventilazione forzata, lampade a spettro solare, trasformatori elettrici, misuratori del ph, stimolatori vegetali e ventilatori. Una serra a tutti gli effetti ricavata in un cascinale in posizione isolata. Nascosto, ma non invisibile. I carabinieri hanno interrotto la coltivazione con i sequestri e l’arresto di chi aveva messo su il business. —



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