Il Tirreno

Lucca

I consigli del dottor Tomasi  

Covid e sport, i suggerimenti dell’esperto di prevenzione

Gianni Parrini

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LUCCA

Un Dpcm che vieta sport da contatto come calcio, calcetto e basket praticati a livello dilettantistico o in compagini giovanili. Casi di positività che spuntano come funghi al Giro d’Italia, tra i campioni del nuoto (Federica Pellgrini), del motomondiale (Valentino Rossi) e del pallone: da Cristiano Ronaldo a un calciatore della Lucchese.

Lo sport, che è sempre stato sinonimo di salute, vive oggi un momento difficile. Su questo tema e su come gli atleti possano tutelarsi dal Covid ha scritto un libro il dottor Alberto Tomasi, ex direttore del dipartimento della Prevenzione dell’Asl, che da fine settembre (dopo un rientro dovuto all’emergenza) è andato ha lasciato l’azienda pubblica. «Il libro è scritto insieme ad Angelo Baggiani e Carlo Gianmattei – spiega l’esperto di prevenzione – Fornisce precise raccomandazioni sui comportamenti individuali da tenere per fare sport in sicurezza. Alla fine abbiamo messo anche un decalogo da seguire. Qualche esempio? Non condividere borraccia o asciugamano, vaccinarsi contro l’influenza, prestare attenzione all’igienizzazione e alla pulizia degli ambienti».

Il calcio è lo sport al centro dell’attenzione mediatica, ma è veramente più esposto al rischio di altri settori? «In verità ci si infetta di più in casa che su un campo di pallone – dice Tomasi – Più che la prestazione sportiva di per sé sono le situazioni sociali che essa si porta dietro a presentare dei pericoli: penso agli spogliatoi in comune, alle docce, agli spostamenti di gruppo in pullman. Ovviamente più si scende di categoria e più i rischi aumentano. Ma è un po’ come sta accadendo nella scuola: se si seguono le regole il rischio di contagio si abbatte. Per anagrafica e condizioni di salute, gli atleti sono i soggetti che corrono meno rischi anche in caso di contagio ma devono comunque fare attenzione al cosiddetto “effetto finestra”: nei due-tre giorni successivi alla prestazione sportiva il sistema immunitario è indebolito ed è più facile contrarre un virus».

Ieri la Lucchese ha rinviato di 24 ore il match col Como per una positività. E a distanza di giorni continua a far discutere il caso Juve-Napoli: «I calciatori seguono un protocollo diverso da quello dei cittadini normali perché sono controllati più volte a settimana. Per Juve-Napoli inizialmente l’Asl non aveva rilevato situazioni incompatibili con l'applicazione del protocollo Figc e così il giudice ha dato il ko a tavolino». —

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