Meteo
Colpi ai Postamat Arrestati in tre dopo l’inseguimento concluso a Viareggio
I banditi sono stati sorpresi a Segromigno in Piano dove avevano appena usato la tecnica del Jackpotting
CAPANNORI
Una scena degna di un film americano quella vissuta nella notte tra mercoledì e giovedì sulle strade della Lucchesia, con un inseguimento che partito dalle stradine interne di Segromigno in Piano si è concluso oltre il Quiesa, con l’arresto di tre persone.
A Viareggio infatti si è concluso l’inseguimento delle vetture sulle quali stavano fuggendo tre uomini, dopo che con la tecnica detta del “Jackpotting” avevano appena svuotato lo sportello Postamat dell’ufficio postale della frazione capannorese.
Tutto è iniziato quando l’attenzione una pattuglia dei carabinieri del nucleo investigativo (impegnata in un’ordinaria operazione di controllo del territorio) è stata attirata da tre persone dall’atteggiamento più che sospetto, accanto all’ufficio postale. Vedendo avvicinarsi un’auto i tre, che stavano armeggiando attorno al Postamat, si sono allontanati repentinamente per salire a bordo di due auto con targa straniera, dandosi alla fuga per le stradine di Segromigno.
Il motivo era presto detto. I carabinieri hanno infatti notato la manomissione dello sportello. Una manomissione fatta sradicando i cavi di rete (dopo aver fatto dei fori): collegandoli a un dispositivo elettronico, chiamato “black box” veniva impartito l’ordine alla cassa di erogare tutto il denare contenuto, ossia di fare una sorta di jackpot (da qui il nome Jackpotting dato a questo sistema). La stessa usata, per esempio, nel colpo messo a segno il 23 settembre all’ufficio postale di San Martino in Freddana, a Pescaglia.
Da qui l’inseguimento fino a Viareggio, con il coinvolgimento di altri militari del comando provinciale di Lucca e della compagnia di Viareggio, che hanno accerchiato i banditi. Questi hanno provato un’ultima disperata fuga a piedi, dopo aver abbandonato le macchine, ma sono stati subito bloccati e arrestati (ora si trovano al carcere San Giorgio): si tratta di due romeni di 24 e 40 anni e di un moldavo di 36. Dalle successive perquisizioni personali, delle auto e delle abitazioni sono state rinvenuti 8mila euro in contanti in banconote da 50, un computer portatile con i dispositivi di collegamento ai Postamat , tre radio portati con auricolari, un binocolo professionale, vari trapani e altri attrezzi da scasso e cappellini e capi di abbigliamento di colore scuro per mimetizzarsi.
Attualmente, viste le similitudini con altri episodi (come quello citato di Pescaglia) sono in corso le indagini coordinate, per la Procura di Lucca, dal sostituto procuratote Antonio Mariotti, per verificare eventuali collegamenti tra questo gruppo e gli altri colpi avvenuti recentemente in zona. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
