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In Valle le scuole più colpite «Ma il contagio avviene fuori»

F.S.
In Valle le scuole più colpite «Ma il contagio avviene fuori»

Sei casi di positività al Covid all’Isi Garfagnana, sei anche al comprensivo di Castelnuovo e quattro all’Isi di Barga: «Ma gli istituti sono sicuri» 

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Sei studenti positivi al Covid all’Isi Garfagnana dall’inizio della scuola. Altri sei positivi all’istituto comprensivo di Castelnuovo. Quattro all’Isi di Barga. Sono questi gli istituti scolastici “più colpiti” dai contagi, al momento, nel nostro territorio. Istituti che si ritrovano a dover fronteggiare non poche difficoltà tra docenti in quarantena, didattica a distanza da garantire comunque e protocolli da mettere in atto con tuttò ciò che questo comporta. Del resto, da giorni ormai il numero dei contagi nella Valle del Serchio è in aumento (ndr, ieri sono stati 27, il giorno prima 12) come riportato nei bollettini dell’Asl Nord Ovest. Un andamento che sta creando preoccupazione fra i sindaci della zona anche se l’incremento non è al momento riconducibile a veri e propri focolai. Focolai che di fatto non sono presenti nemmeno nelle scuole dove non risultano ad esempio, a oggi, casi di contagio fra compagni di classe o fra i docenti venuti a contatto con un positivo. «Sto viaggiando verso il record nazionale di contagi - dice il dirigente scolastico dell’Isi Garfagnana, Oscar Guidi provando a sdrammatizzare - e oggi (ndr, ieri) ho saputo di un caso nella scuola dell’infanzia di Piazza al Serchio (dove Guidi ha la reggenza, ndr). Abbiamo chiamato i genitori per venire a prendere i bambini e ora la classe è in quarantena». Poche ore dopo però Guidi riceve un’altra chiamata dell’Asl: positivo anche uno studente di quarta dell’Ipsia Simoni. Al momento quindi all’Isi Garfagnana ci sono sei classi - tre al Campedelli e tre al Simoni - e più di 25 docenti in quarantena. «In generale nella Valle del Serchio le cose non stanno andando benissimo - aggiunge Guidi - i docenti che sono in quarantena fanno tutti la dad a titolo volontaristico, tranne uno. Questo perché di fatto la quarantena è equiparata al ricovero in ospedale quindi non sarebbero obbligati a fare lezione a distanza. Poi il protocollo all’inizio prevedeva che fossero messi in quarantena tutti i docenti che avevano fatto lezione nella classe in cui c’era un positivo a partire da una settimana prima. Poi siamo scesi a due giorni e ora invece dall’Asl dicono che se il dirigente si assume la responsabilità di dichiarare che il docente ha rispettato tutte le norme anti-Covid può anche non essere segnalato e quindi non fare la quarantena. Questo è assurdo perché espone i dirigenti a dei rischi. Ci vorrebbe più chiarezza. Comunque tutti i casi che ci sono stati riguardano studenti di classi diverse e non risultano docenti positivi. Riusciamo a proseguire l’attività perché sono stati nominati molti dei professori che mancavano in organico. So che la scuola è un posto sicuro - ribadisce - ma il problema è fuori. I ragazzi continuano a fare attività sportiva, frequentano locali. È chiaro che la paura fra i genitori c’è tant’è che nei comprensivi chiedono l’istruzione parentale. Uno studente del comprensivo già la fa e altri due genitori sono venuti a manifestare questa intenzione. Temono di essere contagiati e di doversi fermare nel lavoro».

Quattro invece le classi in quarantena all’Isi di Barga: due al liceo e due all’Iti Ferrari di Borgo a Mozzano. E anche qui gli insegnanti in quarantena fanno comunque la didattica a distanza. «A scuola le norme vengono rispettate - dice la dirigente dell’Isi di Barga, Iolanda Bocci - ed è importante che i ragazzi le rispettino anche fuori. Ci sono anche due classi in quarantena al comprensivo di Castiglione e la preoccupazione dei genitori c’è. Uno studente del comprensivo e uno dell’Isi fanno istruzione parentale. Ma abbiamo fatto di tutto per ripartire in presenza e ci auguriamo di poterlo continuare a fare. Perché la dad arriva fino a un certo punto». —



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