Di nuovo a scuola la prima classe in quarantena
lucca
Sono rientrati tutti in aula. Da giovedì scorso è finito il periodo di quarantena per la classe della scuola primaria Felice Orsi di Porcari dove il 16 settembre, dopo appena due giorni dall’inizio delle lezioni, c’era stato il primo studente positivo al coronavirus in un istituto della Lucchesia.
Ma alle lezioni in presenza sono tornati anche gli alunni delle due classi della scuola primaria La Pira sempre di Porcari (l’istituto comprensivo è lo stesso), per i quali era scattata la quarantena due giorni dopo (il 18 settembre), quando era emersa la positività di altri due bambini che giocano nella stessa squadra di calcio. «Appena sono rientrati a scuola sono andata a trovarli - dice la dirigente scolastica, Emiliana Pucci - i bambini sono eccezionali e hanno una grande capacità di adattamento, molto più spiccata rispetto a quella di noi adulti». L’istituto comprensivo di Porcari è stato il primo in cui si sono registrati casi di positività al coronavirus e la dirigente scolastica non nasconde che all’inizio per tutti sia stato un po’ uno choc. Un protocollo ancora tutto da “testare”, le preoccupazioni delle famiglie, la didattica a distanza da prevedere nonostante le assenze degli insegnanti. «In una fase iniziale tutti abbiamo dovuto superare lo choc - spiega Pucci - docenti compresi. Ma ad esempio abbiamo imparato la differenza tra quarantena e isolamento fiduciario e abbiamo preso più consapevolezza del protocollo e di quello che va migliorato. Sarà un anno complicato per tutti, anche per i genitori che si trovano con i bimbi a casa e devono organizzarsi all’improvviso». In queste settimane intanto, è cominciato un confronto fra la scuola e il dipartimento di Prevenzione dell’Asl. «Stiamo facendo dei tavoli di lavoro per gestire i protocolli - spiega Pucci - il dipartimento ha tanti tracciamenti da fare, in più le comunicazioni alle famiglie e non è semplice fare tutto nei tempi. Poi per quanto riguarda la gestione della scuola quando si verifica un caso di positività, c’è la questione degli insegnanti in quarantena che non possono fare didattica a distanza perché sono in malattia e sostituirli non è sempre facile mentre il docente che è in isolamento fiduciario non è considerato in malattia ma paradossalmente se ne abbiamo bisogno a scuola perché magari lavora su più classi, non possiamo nemmeno nominare un supplente. Noi comunque adesso siamo tutti presenti».
Secondo la dirigente inoltre, un altro aspetto che andrebbe migliorato, è quello dei certificati medici. «Noi ci siamo allineati con la delibera regionale - spiega - che prevede il certificato medico dopo tre giorni di assenza nella scuola dell’Infanzia e dopo cinque alla primaria e alla secondaria di primo grado. Il problema si pone se il bimbo si sente male a scuola: scatta il protocollo, poi viene il genitore a prenderlo. Genitore che a quel punto deve chiamare il pediatra. Se però vediamo che lo studente torna a scuola il giorno dopo vuol dire che difficilmente il pediatra l’ha visto». —
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