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Lucca

Centodieci opere di Passani nella retrospettiva a lui dedicata

Centodieci opere di Passani nella retrospettiva a lui dedicata

In mostra dal 4 ottobre a Villa Paolina. Il critico Pacini: «L’ultimo pensiero è stato per un quadro» 

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l’iniziativa

Rossella lucchesi

È nato a Carrara e ha vissuto a Lucca gli ultimi quarant’anni della sua vita. Ma Gualtiero Passani - che la critica definisce uno dei più grandi pittori del XX secolo - aveva anche un forte legame con la Versilia che più volte ha ospitato le sue mostre. L’ultima all’hotel Esplanade di Viareggio nell’estate 2019, poche settimane prima della sua scomparsa. Durante l’inaugurazione l’artista aveva conosciuto il sindaco Giorgio Del Ghingaro che gli aveva proposto di tornare ad esporre i suoi capolavori nella città del Carnevale, dove gli avrebbe messo a disposizione una delle location più prestigiose. Gualtiero Passani se n’è andato il 29 ottobre a 93 anni, ma Del Ghingaro, nel frattempo riconfermato alla guida di Viareggio, ha voluto mantenere la promessa, offrendo la magnifica Villa Paolina quale sede della retrospettiva del Maestro che sarà inaugurata domenica 4 ottobre alle 11. A rendergli omaggio saranno in tanti. Ci i sarà il sindaco di Viareggio, ma sono attesi anche i colleghi di Lucca e Capannori, Alessandro Tambellini e Luca Menesini e il nuovo questore di Lucca, Alessandra Faranda Cordella, appassionata di arte. Ha confermato la presenza anche la dirigente scolastica Donatella Buonriposi che fu allieva di Passani alle scuole superiori. «Non sono mai stata brava a dipingere - commenta - ma era un privilegio lavorare con una persona come il Maestro, il quale mi aiutò a realizzare tre quadri che ancora oggi conservo in suo ricordo». Curatore della mostra è il critico d’arte Lorenzo Pacini che fu grande amico ed estimatore di Passani, con cui collaborò fino all’ultimo. Molti suoi dipinti sono esposti al Centro Studi d’Arte di via Santa Croce che Pacini ha aperto circa un anno fa, dove galleristi europei fanno a gara per acquistare le opere del pittore espressionista che ammirava Cézanne e fu amico di Pablo Picasso, Lorenzo Viani e Antonio Possenti.

Tanti i riconoscimenti conquistati negli anni. L’ultimo a giugno 2019 a Lucca, con il conferimento della medaglia ufficiale della città. I colori di una vita, questo il titolo della mostra che resterà aperta fino al 10 gennaio, si compone di circa 110 opere, in un percorso a ritroso nel tempo che inizia dall’ultimo periodo, per concludersi alla fine degli anni ’40, quando Passani inizia a farsi conoscere nel mondo della pittura.

«Il colore - spiega Pacini - era il lievito che faceva fermentare le sue opere. Ne avevamo parlato anche poche ore prima che lui morisse quando, con voce flebile, mi aveva descritto l’opera coloratissima che avrebbe voluto fare non appena la salute glielo avrebbe permesso. Il destino ha voluto diversamente, ma sono certo che da lassù sorriderà ai tanti estimatori che visiteranno la retrospettiva». Ad accogliere i visitatori saranno cinque gigantografie di primi piani del Maestro che, nei ricordi di chi lo ha conosciuto, rimane un uomo gentile, educato e molto ironico che cercava di carpire l’essenza dell’anima e il carattere dei soggetti che poi trasferiva sulla tela, regalando loro aspetti talvolta contorti che necessitavano di un’analisi attenta per essere tradotti. —

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