Il Tirreno

Lucca

«Per i ragazzi la scuola è il posto più sicuro, il vero problema è fuori»

F.S.
«Per i ragazzi la scuola è il posto più sicuro, il vero problema è fuori»

La dirigente del Vallisneri, Maria Rosaria Mencacci, dopo il contagio di un’alunna: «Ce l’aspettavamo, era solo questione di tempo» 

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Una studentessa di terza positiva al coronavirus al liceo scientifico Vallisneri, una delle scuole più grandi della città per numero di alunni. Il caso è emerso nel pomeriggio di domenica scorsa e ieri mattina, né i compagni di classe e né gli insegnanti che sono stati a contatto stretto con lei erano a scuola. La quarantena infatti, è scattata subito per 26 studenti e per i professori - dei quali è stato fornito l’elenco all’Asl - che ora dovranno sottoporsi al tampone. «La studentessa era già assente da qualche giorno - spiega la dirigente scolastica del Vallisneri, Maria Rosaria Mencacci - credo che per questi ragazzi la scuola sia una delle collocazioni più sicure. A scuola le regole sono osservate scrupolosamente. Il problema casomai è ciò che succede fuori... . Quello che posso dire è che le regole al Vallisneri sono state osservate. Per quanto riguarda poi gli insegnanti - continua - abbiamo mandato l’elenco all’Asl che ora valuterà in base alle informazioni se devono essere isolati o meno. Nessuno dei collaboratori scolastici è invece in isolamento».

Mencacci, come del resto anche gli altri dirigenti scolastici, era consapevole che prima o dopo un contagio al Vallisneri ci sarebbe stato. Complice anche l’elevato numero di ragazzi - quasi 1.500 - che frequentano il liceo scientifico lucchese tutti i giorni. «Credo che sia una situazione con cui dovremmo imparare a convivere - aggiunge - l’ho saputo domenica pomeriggio e si è attivato immediatamente il protocollo. Siamo stati contattati io e il referente Covid e ci siamo mossi subito. Lunedì i compagni di classe della studentessa non erano a scuola e per due settimane faranno didattica a distanza. Ce lo aspettavamo tutti, era una questione di tempo. Purtroppo credo che in una scuola dove entrano 1485 studenti tutti i giorni fosse inevitabile che succedesse». Adesso il problema sarà soprattutto organizzativo. «Non abbiamo ancora l’organico al completo - spiega ancora la dirigente - stanno procedendo con le nomine e speriamo di arrivare a regime il prima possibile perché a oggi la situazione è preoccupante. Mancano ancora sei cattedre complete, delle quali tre sono di Matematica e Fisica e questo significa che in alcune classi ci sono sette ore scoperte. Nelle classi poi in cui manca anche l’insegnante di Scienze si arriva a dieci ore in meno su 27. E se a queste carenze si aggiungono anche quelle dei docenti in quarantena diventa davvero un problema». —



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