Il Tirreno

Lucca

politica 

Il “caso-scuola” infiamma Coreglia

nicola bellanova
Il “caso-scuola” infiamma Coreglia

Daniele chiede che il primo consiglio affronti la questione della condanna della Corte dei conti per un funzionario

2 MINUTI DI LETTURA





coreglia

Per il neosindaco Marco Remaschi, iniziano le prime beghe, a poche ore dal risultato delle urne. La vicenda della condanna della Corte dei Conti nei confronti del funzionario che ha gestito la gara di appalto per la realizzazione della nuova scuola del capoluogo, riportata domenica dal Tirreno, è già oggetto di polemiche politiche. Giorgio Daniele, che è stato sfidante ma anche ex dirigente comunale, conosce bene la vicenda: «Credo che l’elettorato, quello attento e scevro da strumentali riferimenti ideologici e di parte, ha dato credito alle problematiche denunciate durante la mia campagna elettorale, alle mirate contestazioni che mi hanno portato a dire che chi ha amministrato il Comune di Coreglia, lo ha fatto in pessima maniera e che tali amministratori, politicamente non erano idonei a ripresentarsi per governare un altro quinquennio. Qualche sempliciotto ha definito i miei interventi, un modo strumentale per terrorizzare l’elettorato, altri hanno definito l’amministrazione uscente un bell'esempio».

La tempistica, secondo Daniele, è a fondamentale: «Pensate solo se la notizia fosse arrivata prima del 21 settembre. Cosa sarebbe successo? Ciò che ho denunciato in campagna elettorale, ovvero una parte, il resto spero che venga anch’esso quanto prima alla luce nelle sedi opportune, è sfociato in una condanna per ora in primo grado da parte della Corte dei Conti. Una grave condanna, gravi le motivazioni ma, permettetemi c’è un “ma”: possibile che ha pagare sia solo un funzionario tecnico del Comune? No, assolutamente no».

Dunque, al bando le collaborazioni, ed è già un clima infuocato, e lo sarà ancora di più alla prima convocazione dell'assemblea: «Vogliamo sapere quali sono state le responsabilità degli amministratori, il loro ruolo, se vi è stato condizionamento, sulle scelte adottate allora dal funzionario, chi sono le ditte coinvolte, chi erano gli amministratori, i politici di ieri e di oggi, se vi è stata trasparenza, se, si possano riscontrare conflitti di interesse, se l’intero iter di quell’appalto sia nel primo che nel secondo lotto sia stato gestito nel pieno rispetto dell’allora vigente normativa in materia di appalti? Tante domande? Si, tante domande, solo adeguate risposte potranno fugare ogni ipotetico dubbio, verità e giustizia devono sempre guidare l’agire di ogni cittadino, figuriamoci di un novello amministratore quale io sono». Intanto, la vicenda seguirà il suo corso: «Più della verità delle aule di giustizia, a me interessa per il ruolo che ho appena assunto, capire se il terreno sul quale andremo a confrontarci, sarà quello della legalità, della trasparenza, del primario interesse della cosa pubblica, della totale assenza di conflitto di interessi fra chi amministra e chi fa affari?». —

nicola bellanova

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web