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La nuova disavventura di Gildo: spariti portafoglio e cellulare
Lucca, qualche mese fa gli avevano rubato la chitarra. L’appello: «Chi trovasse i miei documenti li riporti»
LUCCA. Dopo la chitarra sparita (che poi un benefattore gli ha ricomprato), gli hanno rubato anche portafoglio e cellulare. E Gildo dei Fantardi, cantastorie lucchese, è disperato. «Faccio un appello: riportatemi il mio portafoglio: dentro c’è tutto il mio mondo».
Gildo chiama a raccolta tutti quandi lo conoscono, a Lucca e non solo - e sono tanti - perché lo aiutino a recuperare documenti, carte di credito, ma soprattutto i suoi bigliettini, quelli sui quali, strada facendo, ogni giorno, appunta pensieri, idee, numeri di telefono, progetti. Al pensiero di averli persi, si sente come menomato di un pezzo della sua vita.
I fatti, per la cronaca, risalgono a giovedì mattina, il 24 settembre, quando lui - come fa ogni giorno da quarantanove anni a questa parte, come racconta - si è recato a fare colazione al bar Europa nel viale omonimo a Lucca.
«Appena entrato -ricostruisce Gildo - ho salutato il titolare e sono andato nella stanzetta a cui si accede dal bar e dalla quale si passa per andare alla toilette. È in quella stanza che ogni mattina vado a leggere i giornali, alcuni dei quali compro io stesso».
Così anche quella mattina. «Ho appoggiato i giornali sul tavolino, mi sono tolto dalla tasca il portafoglio e il cellulare. Un gesto automatico, anche perché se non li tolgo io, portafoglio e cellulare, mentre mi siedo, cadono regolarmente a terra», spiega.
Ma prima di sedersi, dopo aver appoggiato sul tavolo i suoi effetti personali, Gildo - altro gesto automatico - è andato alla toilette per lavarsi le mani. «Ci avrò messo venti secondi - racconta ancora il cantastorie -. Oltretutto in quel momento nella stanza non c’era nessuno». Ma una volta tornato al tavolo, Gildo non ha fatto caso che il portafoglio «di pelle nera e sdrucito» e il cellulare «di marca Nokia E51» non erano più lì.
Ha letto i giornali, ha consumato la sua colazione. «Quando sono andato al bancone a pagare mi sono accorto che in tasca non avevo più portafoglio né cellulare. Il primo pensiero - prosegue il racconto - è stato di tornare all’edicola di Pontetetto dove avevo acquistato i giornali. “Li avrò persi lì”, mi sono detto». Gildo è tornato all’edicola, ma niente da fare: addirittura l’edicolante «aveva osservato che avevo messo il portafoglio in tasca dopo aver pagato».
Gildo così è tornato al bar Europa: «Il gestore mi ha detto “non ti sei accorto che mentre eri nella stanzetta è entrata un’altra persona?”. Io non me ne sono accorto, evidentemente ero nella toilette. Ma è da lì che portafoglio e cellulare sono spariti». Per Gildo è una grave perdita. Nel portafoglio c’erano 150 euro, la carta di identità vecchia («ci tengo tanto perché è la prima in Italia in cui è riportata la professione di cantastorie»), due bancomat postali, la patente, un foglio plastificato con tutti i suoi codici di accesso. E nel cellulare ci sono foto importanti per lui. «Non farò alcuna denuncia - conclude Gildo -. Perché se mi hanno rubato le mie cose è colpa mia: non dovevo essere così sbadato». —
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