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Lucca è fra le città “che apprendono” classificate da parte dell’Unesco
In Italia questo titolo è andato solo a Torino, Palermo, Trieste e Fermo. Coinvolto Comune, Scuola Imt, Fondazione Campus
lucca
Lucca entra ufficialmente a far parte della rete mondiale delle Learning Cities (città che apprendono). Lo ha annunciato ieri il sindaco Alessandro Tambellini durante una conferenza stampa alla presenza di personalità le quali andranno a comporre il tavolo di lavoro che presto si riunirà per confezionare un progetto all’altezza delle aspettative. Un ingresso in pompa magna, sostenuto dalle maggiori istituzioni del territorio che hanno sgomitato per aggiudicarsi la candidatura, di cui si era parlato durante il meeting Unesco di due anni fa a Lucca. Era un sogno, adesso è diventato realtà. Ma bisogna rimboccarsi le maniche, perché un’occasione come questa non ricapiterà facilmente e per questo occorre sfruttarla al meglio.
Lucca ha potenzialità in abbondanza. La Scuola Imt Alti Studi e la Fondazione Campus ne sono esempio. Anche per questo hanno deciso di collaborare al percorso di candidatura, promettendo il loro impegno per portare a compimento progetti che regaleranno prestigio alla città. «Una grossa opportunità per dimostrare che Lucca non è soltanto una città che insegna, ma anche una realtà urbana capace di apprendere» commenta Tambellini, mentre mostra il certificato di appartenenza di Lucca alla Learning Cities, con tanto di firma in calce del professor David Archoarena, direttore dell’institute for Lifelong Learning (apprendimento permanente). Il sindaco ha poi affermato che «l’esperienza delle realtà istituzionali e associative della città che amministro, insieme alle potenzialità educative e formative di scuole prestigiose come queste, sono una garanzia per il lavoro che andremo a intraprendere per cercare di raggiungere i migliori risultati e gli obiettivi che ci siamo prefissi». Lucca condivide il merito con 230 realtà internazionali, di cui al momento solo quattro italiane: Torino, Palermo, Trieste e Fermo. La rete globale dell’Unesco in questione nasce nel 2015 con lo scopo di promuovere l’apprendimento dalla scuola di base all’università, coinvolgendo famiglie, istituzioni e l’intera comunità per un progetto comune capace di sviluppare culturalmente città più inclusive e sicure. Considerazioni condivise dal direttore del club Unesco di Lucca, Annateresa Rondinella e dall’assessora Ilaria Vietina le quali spiegano i contenuti della candidatura, ricordando che «questo non è un punto di arrivo, bensì l’avvio di un impegno che necessita di tante risorse, per produrre esiti ambiziosi».
All’incontro hanno partecipato il direttore di Imt, Pietro Pietrini, Enrica Lemmi della fondazione Campus e il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini. Tanto entusiasmo per il riconoscimento. —
Rossella Lucchesi
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