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«L’effetto scuola? Lo capiremo a novembre» Test rapidi in arrivo

Gianni Parrini
«L’effetto scuola? Lo capiremo a novembre» Test rapidi in arrivo

La direttrice del dipartimento Prevenzione fornisce i dati «Positivi 12 studenti, 10 classi a casa, 400 in sorveglianza»

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LUCCA

Centocinquanta tamponi al giorno, il monitoraggio quotidiano di circa 400 persone in quarantena o in isolamento fiduciario e la gestione dei casi Covid nelle scuole del territorio che per ora hanno coinvolto 10 classi. Il tutto in attesa dei test rapidi che danno risposta in mezz’ora (arriveranno nel giro di un mese) e dei medici per le scuole, che però saranno pochi: si parla di appena quattro dottori, due per la zona di Lucca e Piana e due per la Valle. Sono giorni frenetici e di al dipartimento Igiene e Prevenzione della Asl che ha sede negli uffici del centro sanitario di Capannori. A capo della struttura che ha il compito di tracciare la circolazione del virus e isolare i contagiati prima che possano infettare altre persone, c’è la dottoressa Giovanna Camarlinghi.

Dottoressa qual è la situazione sul territorio?
«Dal 14 settembre, giorno di inizio delle scuole, abbiamo avuto 12 casi scolastici così suddivisi: 6 positivi e 6 positivi a bassa carica, una distinzione da non sottovalutare su cui torno tra un attimo. Abbiamo trattato complessivamente 10 classi, dato che un caso indice non frequentava la scuola da tempo mentre nel caso dell’Isi Pertini due dei positivi frequentavano la stessa classe. Nello stesso periodo di tempo tra Piana di Lucca e Valle del Serchio abbiamo avuto 66 casi extra scolastici. In totale, in meno di due settimane abbiamo riscontrato 78 positività. Non è poco. A seguito di questi contagi, le persone messe in quarantena o in isolamento fiduciario sono quasi 400».

Qual è la differenza tra quarantena e isolamento fiduciario?
«Di fronte a un caso acclarato di positività la quarantena scatta per tutti i contatti stretti, ad esempio familiari o compagni di classe. A volte, però, ci sono tamponi che danno un esito “positivo a bassa carica”: in tal caso i contatti stretti vengono messi in isolamento fiduciario finché successivi accertamenti non chiariscono, in un senso o nell’altro, se il caso indice ha davvero il Coronavirus».

Questo cosa comporta?
«Ci sono delle differenze tra le due situazioni. I contatti stretti di un positivo nel giro di qualche giorno vengono a loro volta sottoposti a tampone ma, ed è bene sottolinearlo, l’esito negativo non interrompe la quarantena: devono comunque rimanere isolati per 14 giorni. Alla fine del periodo vengono sottoposti a un nuovo tampone per aver conferma della negatività. Nel caso di un soggetto risultato debolmente positivo, invece, i contatti stretti non vengono sottoposti a tampone nell’attesa che i successivi test diagnostici diano un responso chiaro e in questo lasso di tempo sono in isolamento fiduciario. La differenza con la quarantena è questa: se il caso indice risulta negativo le persone in isolamento fiduciario possono tornare a fare vita normale da subito. Con la quarantena, invece, no».

I tamponi richiesti sono in aumento riuscite a gestire gli appuntamenti e a dare risposte nell’arco delle 48 ore?
«La scorsa settimana c’è stato un problema con il laboratorio di Cisanello che ha causato un allungamento dei tempi. Per ovviare al problema ci siamo appoggiati al laboratorio del San Luca e adesso la situazione è tornata alla normalità. I contagi scolastici? Erano attesi ma per capire bene l’impatto che avranno sulla circolazione del virus bisognerà aspettare qualche settimana. Credo che novembre sarà un mese importante per valutare l’evoluzione del contesto. A oggi i positivi tra gli studenti sono tutti asintomatici o paucisintomatici e non destano preoccupazione. Dobbiamo abituarci all’idea che il virus è tra noi e anche chi sta benissimo può essere un portatore contagioso. Bisogna accettare la situazione senza non arrivare ad allarmi ingiustificati».

La Regione ha dato il via libera all’utilizzo dei tamponi rapidi. Quando arriveranno?
«Da quel che sappiamo saranno disponibili tra un mese. Vediamo che tipo di test ci verranno forniti ma di certo sarà un passo in avanti per processare un maggior numero di tamponi. Oggi ne facciamo circa 150 al giorno e abbiamo adottato proprio di recente un sistema che garantisce una corsia veloce ai “tamponi scolastici”».

A giorni arriveranno anche i tanto attesi “medici nelle scuole”. Ma i numeri che circolano ridimensionano la portata del loro ruolo.
«Il bando si è chiuso il 19 settembre e a fine mese verrà fatta la graduatoria. Le indiscrezioni che circolano parlano di due medici per ogni zona distretto. Nel nostro caso, quindi, ne avremo 4: due per Lucca e Piana e due per la Valle. Afferiscono al dipartimento e ci aiuteranno a tenere i rapporti con le scuole. Sulla base delle loro competenze e delle indicazioni della Regione valuteremo come impiegarli al meglio. Lasciatemi dire che con tutti gli istituti abbiamo già dei canali di comunicazione diretta e abbiamo attivato una mail dedicata. C’è inoltre un protocollo siglato dai responsabili dei servizi educativi zonali e dall’ufficio scolastico». —

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