Il presidio
La città si emoziona per i racconti di Arpaia
Quasi 300 persone nel chiostro S. Caterina al Real Collegio L’abbraccio con l’allora capitano dei carabinieri Gesuele
/ LUCCA
Tutti in fila per Arpaia. Come ad una prima cinematografica o teatrale, una processione di quasi trecento persone si è accalcata all’ingresso del Real Collegio per assistere alla presentazione del libro-biografia «Lupo di strada» con l’ex commissario e vice questore Claudio Arpaia a raccontare oltre trent’anni di vita cittadina attraverso i ricordi di un poliziotto che stava in mezzo alla gente. Dal 1976 al 1996 capo indiscusso della squadra Mobile. Scarpe consumate, fiuto e istinto. Non c’erano orari. Chi voleva far parte di quel manipolo di poliziotti da marciapiede sapeva che al primo posto c’era il lavoro e dopo tutto il resto. Sguardo severo, occhi di ghiaccio, modi spiccioli, battuta pronta e l’immancabile sigaretta tra le labbra. Il tutto però condito da una grande umanità che oggi si è persa per strada. Difficile negli anni Duemila, quelli della tecnologia, della rete e di Facebook, trovare un tutore della legge che rinuncia alla carriera e mette nel cassetto ambizioni e sogni di gloria per mettersi al servizio della città in cui ha scelto di vivere - lui, il lupo della Sila - e far crescere i suoi figli. Alla fine, nella vita, c’è sempre un dare e un avere. E tutta quella fiumana di gente in fila ben prima delle 17 era lì per lui, per la passione e l’abnegazione che ha messo durante la sua attività al servizio della comunità. C’erano i suoi uomini, quelli che lo hanno accompagnato per buona parte della sua avventura in polizia, dal fedele vice Pasquale De Carlo al duo degli agenti da strada Antonio Di Sotto e Carlo Alberto Di Dio sino a Luigi Nazzicone e Andrea Vidili. E poi il funzionario Armando Nanei seduto accanto al questore Alessandra Faranda Cordella, il commissario Raffaele Gargiulo, il generale della Gdf, Dario Solombrino e due magistrati in pensione che hanno avuto modo di lavorare con Arpaia e apprezzarne le doti umane: Ferro e Annarumma. Ma c’era anche e soprattutto un vecchio amico-rivale di mille battaglie: l’ex capitano dei carabinieri, poi colonnello, Antonio Gesuele. L’abbraccio è stato commovente e sincero. Sul palco montato nel chiostro Santa Caterina assieme alla co-autrice Manuela Antonucci a presentare il libro c’erano l’avvocato Florenzo Storelli e lo storico Umberto Sereni. Forse nemmeno i relatori si sarebbero immaginati una presenza così imponente tanto che qualcuno, preso dall’euforia del momento e visto il consenso che riscuote Arpaia in città a dispetto del tempo, ha accennato ad un’ipotetica candidatura politica. Niente di più lontano dal pensiero del «lupo di strada» che, se dovesse tornare indietro, ricomincerebbe a fare il poliziotto con l’unità di misura di quei tempi: scarpe, fiuto e istinto. —
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