Il presidio
Zingaretti a Lucca lancia l’appello per l’unità a sinistra: «Votate Giani»
Il segretario nazionale dei dem: «La Toscana è un gioiello a cui guarda tutto il pianeta terra. Non deve vincere l’odio»
lucca
Nicola Zingaretti, il segretario nazionale dei Dem, il senatore Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. Si riuniscono sotto il gazebo del Pd in piazza Napoleone appena Zingaretti, poco dopo le 19 di ieri sera, arriva. E il comizio comincia. È una scena che riporta al passato, con i leader in piazza, senza palchi né separazioni dal pubblico che li circonda. Parlano al megafono o a un microfono volante, Tambellini a voce nuda. Parte l’appello per la Toscana.
«Avete costruito un modello a cui guarda tutto il pianeta terra -tuona Zingaretti a chiusura del suo discorso -. Per fermare Salvini e Meloni l’unico candidato possibile è Eugenio Giani. Faccio un appello all’unità della sinistra. Ho pieno rispetto per chi a sinistra pensa diversamente a noi, ma questi sono voti buttati per fare dispetto. La Toscana è un gioiello».
In piazza, dove la presenza del pubblico non supera all’incirca le duecento persone, tanti esponenti della sinistra dem della Lucchesia, anche loro riuniti superando divisioni che negli ultimi tempi si sono fatte sentire. C’è il presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini, la sindaca di Barga Caterina Campani, Marialina Marcucci presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio, il consigliere regionale uscente (probabile assessore in giunta regionale in caso di vittoria di Giani) Stefano Baccelli, c’è il sindaco Patrizio Andreuccetti di Borgo a Mozzano, i consiglieri comunale Cristina Petretti, Renato Bonturi (segretario dem di Lucca), Gianni Giannini, Roberto Guidotti e Silvia Del Greco, oltre a Francesco Battistini presidente del consiglio comunale. Dalla direzione regionale del Pd, Vittorio Fabiani, l’ex commissario Pd a Lucca Stefano Bruzzesi, Corrado Besozzi; si vede anche l’ex consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti. Ci sono tre candidati dem su quattro della Lucchesia al consiglio regionale: la capolista Francesca Fazzi, Valentina Mercanti e il maestro Alberto Veronesi, che ha trasformato la mascherina anti contagio in un mini spazio elettorale.
Introduce il breve comizio Francesca Pacini. «Le elezioni regionali - è il monito di Tambellini - saranno un referendum sulla Toscana, su quello che abbiamo fatto negli ultimi venti anni. Chiamo tutti alla mobilitazione massima:questa è una partita decisiva per la nostra qualità di vita, per l’impostazione che abbiamo costruito, per la nostra sanità, che è di ottimo livello. Sarà una lotta per fare sì che la parte opposta non prevalga:lo raccomando in modo assoluto a tutti: in questi giorni fate telefonate».
«Questa elezione regionale è importantissima per il nostro futuro - sono le parole del senatore Marcucci -. Abbiamo una rande opportunità:avere ottenuto 200 miliardi a fondo perduto dall’Unione Europea e un prestito di altri cento. Lunedì sera non vogliamo veder sventolare nelle piazze della Toscana le bandiere della Lega. Andiamo a convincere gli indecisi, facciamo vincere Eugenio Giani».
La conclusione è di Zingaretti, nel pieno del suo tour elettorale che da oggi, dopo la Toscana, lo porterà nelle Marche. «Siamo chiamati a una sfida - afferma - che non è solo di sconfiggere il Covid, ora dobbiamo sconfiggere il rischio sociale e produttivo che il Covid si porta dietro. Dobbiamo combattere perché è in gioco il futuro delle famiglie toscane. Noi facciamo campagna elettorale fra paura e speranza, contro l’odio proponiamo la speranza. Esistiamo per risolvere i problemi delle persone e non per creare paure». —
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