Italia
«Riportatemi le mie bici e scusatevi Non vi voglio denunciare per furto»
L’appello di un residente derubato da tre giovani: «Dal filmato sembravano sprovveduti, potevano essere miei figli»
la storia
Una lezione di civiltà in piena regola. Arriva attraverso un volantino che un residente a Lucca ha affisso in più punti della città, circa una ventina. È un avviso ai tre giovani che l’11 luglio si sono introdotti nel suo giardino, alle 3,05 della notte, e dal giardino hanno prelevato due biciclette. Poi ci sono saliti in sella e se ne sono andati via. Ma non si sono accorti che il furto che hanno compiuto è stato ripreso dalle telecamere installate nel giardino. Delle biciclette, da quel giorno, più alcuna traccia.
Il derubato, il signor Giuseppe, si è accorto del furto pochi giorni fa, dopo essere rientrato da una lunga vacanza in Sardegna. Ha risposto al furto subìto cercando di dare un’opportunità ai tre giovani: ha cercato di avvisarli (lasciando anche il suo numero di telefono sul volantino), di riportargli le bici, con tanto di scuse, prima che lui sporga denuncia denuncia e consegni il video alle forze dell’ordine.
«Ho pensato di dare una chance a questi ragazzi – spiega il signor Giuseppe, contattato telefonicamente (preferisce fornire solo il suo nome di battesimo, perché non vuole essere riconoscibile) – perché penso che i tre giovani che mi hanno rubato le biciclette non siano una banda di veri criminali: a vederli dai fotogrammi sembrano ragazzi di nemmeno vent’anni. Penso che ci siano ottimi giovani nella nostra società. E se i tre sanno leggere e vedono almeno uno dei volantini, penso che potranno rendersi conto che hanno fatto una sciocchezza, una ragazzata. Dal filmato – continua l’uomo derubato - più che veri ladri sembrano tre sprovveduti che cercavano delle biciclette, magari non sapevano a quell’ora come tornarsene a casa. Ho voluto dare loro una possibilità educativa».
«Secondo me – aggiunge - sono tre “ragazzotti”. Chiacchieravano davanti casa mia, non si sono neanche accorti delle telecamere: se fossero stati dei ladri di professione, sarebbe stata la prima cosa controllare se ci fossero telecamere in quell’area. Le biciclette in sé hanno un valore modesto - tiene a sottolineare il signor Giuseppe -, ma vorrei che questi ragazzi capissero che non si entra nelle proprietà private e si prelevano oggetti di altri. Tra l’altro hanno anche rischiato di farsi molto male, perché la cancellata di casa mia sulla sommità ha delle punte a lancia che potevano infilzare quello dei tre che ha scavalcato l’inferriata e si è introdotto nel giardino e da qui ha consegnato le due biciclette agli amici. Poi sono fuggiti due su una bicicletta e uno sull’altra, si sono diretti verso via Romana. Anche io ho dei figli, ho pensato che potevano essere figli miei quei tre ragazzi».
Di volantini, conclude il racconto il signor Giuseppe, «ne ho messi in tutto una ventina. Considerando che i tre giovani si sono diretti verso via Orzali, li ho piazzati nella zona tra la mia abitazione, in via del Cantore e l’area che potrebbero avere attraversato quella notte». —
b.a.
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