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Camere di commercio tre emendamenti per bloccare la fusione

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Tre emendamenti al “decreto agosto” a firma del capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci per respingere l’accorpamento delle Camere di Commercio. Prosegue dunque il tentativo di bloccare la fusione degli enti camerali, che a livello locale porterebbe l’istituto di corte Campana a unirsi con quelli di Pisa e Massa Carrara.

Il primo emendamento mira proprio a sopprimere l’articolo 61 del “decreto agosto” che prevede di semplificare e accelerare i procedimenti di accorpamento delle Camere di commercio. L’accorpamento delle Camere di commercio è stabilito da uno dei decreti legislativi attuativi della riforma Madia e il provvedimento del 14 agosto ne accelera l’applicazione, prevedendo che i procedimenti pendenti debbano essere conclusi entro due mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso, quindi entro il 14 ottobre.

Il secondo emendamento, sempre a prima firma Marcucci, prevede che siano i presidenti delle Regioni nelle quali sono in corso i procedimenti di accorpamento delle Camere di commercio a poter, con apposito decreto, sospendere tali procedimenti per un periodo massimo di tre anni, “in ragione degli effetti dell’epidemia da Covid-19 sul tessuto economico produttivo del territorio di riferimento e della necessità di consentire a istituzioni, rappresentanze associative e operatori economici, di operare per la ripartenza”. Questo secondo emendamento prevede che “gli organi delle Camere di commercio in corso di accorpamento continuano a esercitare tutte le loro funzioni fino al giorno dell’insediamento del consiglio della nuova Camera di commercio, ancorché scaduti o decaduti alla data di entrata in vigore della presente legge».

Il terzo emendamento del Pd , prevede che sia istituito un Tavolo di confronto presso il ministero dello sviluppo economico, con la partecipazione delle Regioni e dell'Unioncamere e delle associazioni delle imprese, finalizzato a ridefinire, fatte salvi gli accorpamenti di CCIAA già conclusi, il numero massimo e la dimensione minima delle CCIAA tenendo conto delle caratteristiche socio-economiche dei territori coinvolti. Le procedure conseguenti all'accordo è previsto che si concludano entro il 31 dicembre 2021 e che nelle more gli organi delle Camere di commercio in corso di accorpamento continuano ad esercitare tutte le loro funzioni fino al giorno dell’insediamento del consiglio della nuova Camera di commercio, ancorché scaduti o decaduti alla data di entrata in vigore della legge. —

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