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Lucca

in tribunale 

«Ho sbagliato, ma non sono un mostro»

Pietro Barghigiani
 «Ho sbagliato, ma non sono un mostro»

Sonia Ori, l’ex maestra accusata di maltrattamenti sui bambini, parla in aula: «Risposta sbagliata a situazione di stress»

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Pietro Barghigiani / sillano

L’ammissione di aver sbagliato per gli episodi in cui i video non lasciano margini di interpretazione. Il rivendicare una forma di correttezza nell’educazione, anche se rigida, per altri passaggi più sfumati nelle sequenze filmate nell’asilo del Cep alla fine del 2015.

Sonia Ori, 60 anni, originaria di Sillano, residente a Pisa, ieri è comparsa in aula. È imputata di maltrattamenti aggravati in concorso con Donatella Castiglioni. Sono 107 gli episodi contestati a Ori, 8 alla collega. Per oltre un mese a fine 2015 i carabinieri hanno filmato quello che accadeva nell’asilo del Cep. L’esito è un processo che si concluderà a ottobre.

«Ho sbagliato, ma non sono un mostro. Ci sono comportamenti ed errori incontrovertibili – ha dichiarato in Tribunale –. E di questo mi scuso, per quanto le scuse lasciano il tempo che trovano».

Poco più di mezz’ora è durato l’esame dell’imputata. Ha chiesto di rispondere solo alle domande del giudice Beatrice Dani e si è avvalsa della facoltà di non rispondere a quelle di pm e legali delle parti civili.

Dal 1976 al 1988, Ori ha lavorato come insegnante di sostegno. Poi dal 1988 il suo ambiente è stato l’asilo al Cep di cui era la coordinatrice delle educatrici.

Come la collega Castiglioni l’imputata ha rimandato all’assenza del coordinatore, di nomina comunale, una delle cause delle mancate risposte a un nervosismo alimentato dai pessimi rapporti con le custodi. E che in parte contribuivano a una condizione di stress poi riversata sui bimbi.

«Non ho mai avuto momenti di difficoltà sul lavoro – ha spiegato Ori –. Almeno in modo consapevole. Per i fatti in questione non ho avuto gli strumenti per rendermi conto che ero in difficoltà. Ho sbagliato per il comportamento tenuto. Non ho avuto la consapevolezza di poter danneggiare i bimbi». Il giudice Dani le ha chiesto allora, sulla base dei video proiettati in aula, quale fosse la sua posizione. E Ori ha risposto di «essere stata abbastanza in difficoltà. Solo in quel periodo ho avuto certi comportamenti. Non mi hanno mai fatto notare gli eccessi. Sono stata troppo veemente al momento di dare da mangiare ai bimbi. Per me significava renderli autonomi a tavola una volta passati alle materne». Le immagini sono quelle dei bimbi ingozzati a forza. Il giudice l’ha incalzata: «Ma scusi, lei voleva educare i bimbi a stare a tavola tenendoli per la testa e spingendo un cucchiaio in bocca?» Ori: «Purtroppo ho ecceduto».

C’è poi la parte delle offese. Un bimbo chiamato mongoloide e altri con diversi epiteti. «Anche qui ho sbagliato, ma non era un’offesa diretta. È un linguaggio che non mi appartiene» ha spiegato l’imputata chiamata a rispondere anche degli scappellotti ripetuti e rifilati con forza ai bimbi. «Erano buffetti, non era così grave – ha risposto –. Mi assumo la piena responsabilità dei comportamenti sbagliati che appaiono anche nei video. Devo, comunque, dire che nell’asilo c’era un bel clima. Non era un posto dove i bimbi stavano male». Agli atti anche il verbale di Ori in cui racconta di aver seguito un percorso con uno psicologo. «Ma era per altre cose, non c’entrava l’asilo. Ripeto, non ho saputo rispondere nel modo giusto a una situazione di stress» ha ribadito. —



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