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Firme false sui contratti per le schede telefoniche Negoziante denunciato
ALTOPASCIO
Schede telefoniche intestate a persone che non sapevano nemmeno di averle, con contratti falsi per incassare i bonus. A scoprirlo la squadra mobile di Lucca, con un’operazione che ha portato alla denuncia di un operatore di telefonia, partita da un intervento di tutt’altra natura.
Il 30 dicembre due minorenni, di 14 ed 11 anni, entrambi nati a Lucca ma senza fissa dimora, furono fermati dai poliziotti della volante e trovati con cacciaviti, chiavi inglesi e lastre, tutti strumenti utili ai furti in appartamento. Data la minore età i due ragazzi furono affidati a una comunità e in seguito agli esercenti la patria potestà. Dopo il controllo però gli investigatori della squadra mobile avviarono le indagini sui cellulari trovati nella disponibilità dei due minorenni.
Quasi tutte le poche utenze contattate erano intestate a stranieri, ma tutte erano state attivate da un dealer di Altopascio. La circostanza ha insospettito i poliziotti della squadra mobile che hanno richiesto alla Procura d un decreto di perquisizione del negozio. In seguito ai primi accertamenti è apparso evidente che i contratti per l’attivazione delle schede telefoniche riportassero firme apocrife.
Non è la prima volta che la polizia si imbatte in fatti simili: alcuni rivenditori di schede telefoniche attivano schede con generalità false ovvero sottratte a titolari ignari, in modo da soddisfare le richieste che provengono dal mondo del crimine, da tutti coloro che utilizzeranno il traffico telefonico generato dalle utenze per scopi illeciti senza correre il rischio di essere identificati. E in questo caso la perquisizione ha dato esito positivo: il titolare del negozio di telefonia, un casertano con precedenti per spaccio, si è visto costretto a consegnare agli investigatori della squadra mobile centinaia di schede telefoniche intestate fittiziamente, e altre ne sono state trovate dai poliziotti nel corso della perquisizione al suo domicilio.
L’indagato ha riferito, informalmente, di aver attivato le schede a nome di suoi clienti ma a loro insaputa, apponendo lui la firma in calce a ogni contratto per ricevere un bonus dalla compagnia telefonica. La squadra mobile ha di recente ultimato le complesse indagini accertando la falsità di tutte le firme riscontrate nei contratti acquisiti durante la perquisizione. Sono seguite numerose denunce dei titolari dei dati indebitamente utilizzati.
L’uomo, al momento, è indagato per sostituzione di persona. —
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