Il presidio
Caso di Covid in Procura, saranno nuovamente sanificati gli Uffici giudiziari
Dopo che un carabiniere di pg assistente della procura era risultato positivo al coronavirus. Un primo intervento era già stato fatto durante l’emergenza
LUCCA. A meno di una settimana dal caso di positività al Covid 19 di un carabiniere della sezione di pg in servizio alla procura della Repubblica - che ha costretto alla quarantena anche un commilitone che condivide l’ufficio con lui (gli altri militari della sezione, dopo il periodo di isolamento in atteso della risposta del tampone che è stata negativa, sono tornati a lavoro) - ecco che sabato scorso è piombata in tribunale la notizia di un altro caso di positività al coronavirus. Stavolta si tratta di un caso asintomatico (senza febbre): un’assistente giudiziaria in servizio in procura. La donna è a casa e con lei sono in quarantena, nelle rispettive abitazioni, il magistrato con cui aveva rapporti quotidiani di lavoro, un’altra assistente giudiziaria che condivide la stanza con lei e un giovane diplomato che svolge il servizio civile nell’ufficio requirente del tribunale Galli Tassi. Dovranno restare in quarantena due settimane in attesa del responso del tampone. Se sarà positivo magistrato, assistente e aggregato del servizio civile rientreranno al loro posto di lavoro. In tutto quindi sono sei le persone interessate direttamente o indirettamente al contagio da coronavirus.
Certo è che il piccolo focolaio - che riguarda soprattutto la polizia giudiziaria e l’ufficio requirente - preoccupa e non poco i vertici del tribunale. A tal proposito il procuratore facente funzioni, Lucia Rugani, sentiti anche i presidenti di sezione, ha deciso di sanificare gli ambienti di lavoro incaricando il dirigente amministrativo di contattare la stessa impresa che nel mese di marzo, in piena emergenza Covid 19, effettuò un intervento sull’intero palazzo di Giustizia. —
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