Meteo
«L’importante è ripartire I giovani rappresentano la futura classe dirigente»
L’imprenditore Francesco Butali, gruppo Euronics: «Momento magico Ai ragazzi auguro di impegnarsi: il mondo del lavoro non farà sconti»
L’intervista/2
«Riaprire le cose è fondamentale, oggi, se vogliamo dare un futuro a questi ragazzi». Chi parla è Francesco Butali, imprenditore di Arezzo e Ad della Butali spa, gruppo Euronics, che in Toscana e Umbria ha 35 punti vendita diretti e 15 in franchising. Francesco è l’ad mentre il fratello Alessandro è presidente. Il giornale di oggi entra nelle scuole anche grazie a questa partenership.
Dottor Butali, come vede questo giorno, il 14 settembre, da imprenditore?
«Dopo il lockdown è un momento particolare e magico in cui tutti noi, la società, il Paese, siamo chiamati a giocarci un pezzo del nostro futuro. E dobbiamo farlo funzionare. Lo Stato deve prenderla come una priorità: finora ha chiuso tutto, con i privati che si sono ingegnati cercando di investire in sicurezza. Ora la priorità è la riapertura delle scuole».
Lei vive anche “personalmente” questo momento, in famiglia?
«Ho quattro figli: tre sono laureati, e poi ho un figlio di 14 anni che frequenta la prima liceo scientifico ad Arezzo. Stiamo dietro a cercare di capire tutte le disposizioni di sicurezza che ci sono a scuola, e l’auspicio è che si trovino le situazioni giuste e si raggiunga un equilibrio tra le esigenze della sicurezza sanitaria e quelle del percorso scolastico. La scuola deve stare in cima alle priorità: se vogliamo rilanciare questo Paese bisogna ricominciare dai ragazzi. Sono loro i futuri cittadini, la futura classe dirigente».
Lei e la scuola: ha qualche ricordo cui è legato?
«Ad Arezzo ho frequentato il liceo Scientifico, poi mi sono laureato a Firenze in Economia e commercio e i ricordi sono molto belli. Specie l’università l’ho fatta con grande passione. Era quello che volevo fare e l’ambiente magnifico nella splendida Villa Favard. Essere fuori casa a Firenze, per un ragazzo di 19 anni, era divertente ma anche un’occasione di maturazione».
Come giudica il livello di istruzione e il sistema di studio italiano?
«Credo che la nostra scuola sia a livelli molto buoni, anche se c’è un po’ di scollamento rispetto al mondo del lavoro. Le persone che escono dalle nostre università hanno mediamente una preparazione molto buona. Basta vedere il successo dei laureati italiani all’estero. Le mie due figlie più grandi hanno frequentato l’Erasmus in Inghilterra e Danimarca e posso certificare che non c’è partita sul livello di preparazione e impegno».
Le scuole riaprono tra mille difficoltà, ne ha seguito l’evoluzione?
«La confusione non è solo nella scuola ma ovunque. Nessuno era preparato a un evento come questo. Bisognerà fare il massimo per mettere in sicurezza le aule e trovare l’equilibrio giusto tra urgenze didattiche e sanitarie».
Come azienda come avete vissuto il lockdown?
«Abbiamo avuto grandi problemi e deciso di mantenere aperti i nostri punti vendita per dare un servizio ai consumatori, ma c’è stato un crollo delle vendite fortissimo. Siamo stati molto in difficoltà, abbiamo investito tantissimi soldi in sicurezza e nei dispositivi resi obbligatori dal Governo. Pian piano la situazione si sta riequilibrando ma 3 mesi persi non si recuperano. Sarà un anno difficile».
Vuol fare un augurio agli studenti che tornano in classe?
«Sì, quello di impegnarsi e capire che è fondamentale avere una preparazione scolastica importante: nel mondo del lavoro non troveranno nessuno che farà loro sconti. Insegnanti e famiglie devono far comprendere che un’ottima preparazione e un investimento per il futuro». —
Elisabetta Giorgi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google