Il Tirreno

Lucca

La cerimonia  

Si ricorda don Enrico il “Santo di Barga”

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BARGA

Grande sacerdote e uomo di preghiera, con una missione precisa: dedicarsi alla carità. È stata questa la missione del canonico don Enrico Marcucci, amato prete barghigiano che nacque nel 1871, e morì nel giorno di Esaltazione della Santa Croce del 1960. Don Stefano Serafini, oggi proposto di Barga, sintetizzando biografia e testimonianze sul canonico Marcucci, ricorda cosa fece chi poi venne definito dai fedeli “il santo di Barga”. Ma don Enrico compì un’altra grande opera durante la sua missione: donare il terreno della propria famiglia in Piangrande, agli albori del Novecento, per edificare coi barghigiani e con loro “raccogliendo le pietre dal torrente Corsonna, un oratorio inteso come luogo di preghiera e un ricreatorio per far aggregare le persone”. Dal 1905 i lavori terminarono nel 51: così nacque il Sacro Cuore. Proprio qua, oggi alle 17, vigilia del sessantesimo anniversario dalla morte di don Marcucci, presieduta dall’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto si svolgerà una cerimonia per accogliere le spoglie del “santo di Barga”, dai giorni scorsi poste in chiesa. Traslare la salma, dal loculo all’epoca offerto dall’Arciconfraternita di Misericordia di Barga al cimitero di San Pietro in Campo, è l’idea avanzata dall’associazione di volontariato. L’attuale governatore, Enrico Cosimini, ne spiega la genesi: seguire le parole dette al funerale di don Marcucci dall’allora proposto Lino Lombardi, ossia quel «sperando che le spoglie mortali un giorno possano essere sepolte nella chiesa che lui volle». —

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