Il presidio
Il pm ricorre in Cassazione dopo il dissequestro dei soldi
Circa quattrocentomila euro sono tornati nella disponibilità dell’ex sindaco Puglia in seguito alla decisione del Tribunale del Riesame lucchese sui diritti reali
VAGLI
Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ricorrerà in Cassazione dopo che il tribunale del Riesame (presidente Pezzuti, a latere Poggi e Fantechi) ha dissequestrato la somma di circa 400mila euro all’ex plenipotenziario di Vagli, Mario Puglia, finito nel mirino dell’autorità giudiziaria nell’ambito di una complessa inchiesta che vede iscritte nel registro degli indagati 27 persone tra amministratori, tecnici comunali, imprenditori e persino un militare dell’Arma accusati, a vario titolo, di gravissimi reati: falso ideologico, abuso d’ufficio, corruzione, truffa, turbativa d’asta, riciclaggio, corruzione. Per l’accusa un vero e proprio sistema di illiceità all’interno del sistema amministrativo del comune di Vagli. Ma il dissequestro del tribunale dei diritti reali del denaro nella disponibilità dell’ex sindaco manda su tutte le furie la procura. Soprattutto in relazione alle motivazioni. In sostanza quel sequestro per 400mila euro non avrebbe dovuto essere posto in atto in quanto vi sarebbe solo un fumus (un sospetto) e non vi sarebbero prove certe e concordanti del compimento del reato attribuito. Da lì la decisione di un ricorso per Cassazione. Una sorta di sfida all’ultimo sangue. Perché in caso di esito negativo il procedimento si avvierebbe - com’è già avvenuto in passato nella nostra città - verso un binario morto. In questi mesi, antecedenti le ferie giudiziarie, la pg della procura su delega del magistrato ha ascoltato, alla presenza del loro legale, tutti e 27 gli indagati. Eccezion fatta per l’imprenditore Lorenzo Vannucci, 52 anni, tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il presidente del Seravezza Calcio, accusato di corruzione, turbativa d'asta e associazione per delinquere ha invece fornito la sua versione dei fatti. Ma non ha aggiunto nulla a quanto già a conoscenza degli inquirenti. In questa storia ancora da scrivere c’è un particolare che è degno di essere menzionato e fa capire dove sta andando la Giustizia in questo Paese. Da un lato Puglia, com’è nel suo diritto, con il magistrato non parla e si avvale della facoltà di non rispondere, dall’altro su Facebook, si affanna a dare la sua versione dei fatti ai cittadini e ad attaccare gli avversari. Al momento è lui, tramite i suoi legali che avevano chiesto il dissequestro, che ha acquisto punti a favore: «La decisione del Riesame mi rincuora e conferma la mia fiducia nella giustizia». —
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