Il presidio
Caso Remaschi, nuova scossa: giunta D’Ambrosio fuori dal Pd
Solo il vicesindaco Toci resta iscritto al partito, tutti gli altri assessori se ne vanno D’Ambrosio: «Guardiamo oltre anche in vista delle prossime elezioni comunali»
ALTOPSCIO
Caso Remaschi, prosegue il terremoto nel Pd. Dopo Bagni di Lucca e Villa Collemandina, stavolta la “scossa politica” viene avvertita forte e chiara nella Piana di Lucca. Escono dal partito dem la sindaca Sara D’Ambrosio e gran parte della sua giunta (tutti ad esclusione del vice Daniel Toci). Una diaspora che ha come punto d’arrivo un nuovo progetto politico «che intende guardare oltre il Pd anche in vista delle prossime elezioni comunali», si legge nella nota diffusa dal gruppo dei fuoriusciti. A una settimana dalle elezioni regionali è certamente una scelta che fa rumore e che dovrà spingere i vertici del partito a interrogarsi sulla gestione dell’affaire Marco Remaschi, la cui mancata candidatura alle regionali ha innescato una reazione a catena. Vale anche per Altopascio, dove la sindaca Sara D’Ambrosio, una fedelissima di Remaschi, definisce assurda la decisione dei vertici di far fuori – politicamente parlando – l’ex assessore regionale. «Sarà un progetto che punta ad allargarsi alla società civile, superando l’esclusiva dimensione del Partito Democratico, e che si propone di riunire proprio attorno alla figura del sindaco tutta una serie di persone che, pur riconoscendosi senza riserve nell’area di centrosinistra, cercano comunque una strada per uscire dal labirinto dei mille distinguo espressi dalle varie formazioni che pure hanno una medesima collocazione politica».
Il nuovo progetto politico avrà sicuramente riflessi anche in consiglio comunale, anche in rapporto con la lista civica ViviAmo Altopascio e il gruppo di Italia Viva. All’interno del gruppo potranno dunque trovare casa sia i consiglieri del Partito Democratico, sia quelli che, in questi giorni, hanno deciso di non rinnovare la tessera. Tra questi ultimi, figura la quasi totalità della giunta comunale: oltre al sindaco Sara D’Ambrosio, gli assessori Ilaria Sorini (scuola e sociale), Martina Cagliari (cultura e turismo), Adamo La Vigna (commercio e promozione del territorio), e Alessandro Remaschi (bilancio). Resterà invece iscritto al PD, il vicesindaco con delega ai lavori pubblici e all’ambiente, Daniel Toci. Una volontà, la sua, che di fatto rappresenta una sorta di “cartina di tornasole”, una prova decisiva e inconfutabile circa gli obiettivi fondamentali che muovono la nuova formazione politica: far crescere Altopascio, in piena sinergia con le forze di centrosinistra, ma anche con la volontà di rivolgersi alla collaborazione e al consenso di ampi settori della cittadinanza, di intercettare persone nuove e nuove idee per la costruzione di un programma ancora più rappresentativo delle istanze della popolazione e delle esigenze del territorio.
«La nascita di questa nuova formazione politica – afferma il sindaco Sara D’Ambrosio - non vuole essere, dunque, un momento di rottura, ma scaturisce da una diffusa voglia di rinnovamento, anche per dare una “scossa” al Partito Democratico, forse troppo “appesantito” da beghe interne al punto da non sembrare in grado, talvolta, di leggere compiutamente ciò che accade nella vita reale, soprattutto in un periodo – quello caratterizzato dal dramma del Covid 19 – nel quale molte certezze sociali, come il lavoro, l’impresa, il diritto all’istruzione, vengono messe in discussione».
«La decisione di non rinnovare la tessera del PD – aggiunge il sindaco - non è stata una scelta facile e men che meno impulsiva, ma una scelta pensata, ragionata, discussa insieme al gruppo. Una scelta che ci vede uniti nella considerazione che ai vertici del Partito molte decisioni potevano e dovevano essere prese diversamente. Negli anni, il PD è stato una grande ‘casa’ per molti di noi e proprio qui ad Altopascio ci ha insegnato che uniti si vince. Oggi il PD appare spesso diviso e schiacciato su logiche che all’esterno non sempre vengono comprese. L’ultima vicenda che ha riguardato l’assessore regionale uscente Marco Remaschi ne è la riprova: noi tutti ovviamente ci auguriamo che il centrosinistra continui a governare in Toscana, ma è stato assurdo decidere di rinunciare ai tanti voti che Remaschi in provincia di Lucca avrebbe portato al PD solo per motivi personali e di rivalsa interna. È una vicenda che ha indebolito il partito, lasciandolo ancora più diviso, ancora più distante dal pensiero della maggioranza dei cittadini e dei suoi stessi iscritti. E non è un caso – prosegue Sara D’Ambrosio – che un buon 50 per cento degli iscritti del PD di Altopascio abbiano deciso di non rinnovare la tessera e di lasciare il partito. Anche a loro si rivolge, ovviamente, il nuovo soggetto politico che stiamo pensando di costruire». —
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