Il presidio
«Aveva passione per il lavoro e la capacità di indignarsi»
I ricordi del segretario provinciale Rossi e i compagni del sindacato Menesini: un esempio per tutti. Bonfanti: un ragazzo per bene
le reazioni
«Massimo aveva una dote che nessuno corso di formazione può darti, una dota essenziale per chi vuole fare il nostro mestiere: la passione. Quella ce l’hai o non ce l’hai». È commosso Rossano Rossi, segretario provinciale della Cgil di Lucca, nel ricordare Massimo Matteoni. «Aveva - prosegue - la capacità di indignarsi davanti alle ingiustizie, di lottare. E l’ha dimostrato con gli anni che ha passato al patronato, dove ha ottenuto ottimi risultati. Al punto che avevamo deciso di fargli assumere un ruolo più politico. Poi, purtroppo, è arrivata la malattia».
Un ricordo arriva anche dai compagni della Cgil che con lui hanno diviso un pezzo di strada: «Uomo giusto, dalla parte dei più deboli, già direttore dell'Inca-Cgil, ora in forza al sindacato dei cartai, modesto, competente, colto, gran lavoratore. Un bene prezioso per tutta la Cgil. Sempre attento nella tutela dei diritti dei lavoratori e presente in tutte le lotte per migliorare la società e il lavoro. Poi la malattia che non gli ha dato tregua. Ecco allora la paura che fa tremare e poi il Massimo che non ha mai smesso di lottare, fino a ieri. È stato il nostro gladiatore, ha affrontato con coraggio e caparbietà tutte le sofferenze e le cure che non sono bastate a salvarlo. Non sono bastate neppure la vicinanza di una famiglia e una compagna meravigliose e l'amicizia e l'affetto di compagni e amici che da oggi si sentono più soli. Ma Massimo non ci ha lasciati, Massimo è per sempre con noi».
«Se ne va un ragazzo per bene», scrive Andrea Bonfanti, sindaco di Pescaglia che con Matteoni aveva militato nella Sinistra giovanile: «Nonostante la vita ci avesse portato su strade differenti (ma che ogni tanto si incrociavano), ne avevo seguito il percorso appassionato e impegnato all'interno del sindacato».
Per il sindaco di Capannori Luca Menesini «Massimo ha portato i suoi valori - aiutare le persone a vivere meglio esercitando i propri diritti - nel suo lavoro, e si è sempre schierato al fianco dei più deboli. Mando un abbraccio stretto alla famiglia, al sindacato e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e che gli vogliono bene». —
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