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Condannato dal gup un pusher della coca
Nella sua abitazione trovati 40 grammi di polvere bianca e 700 euro in contanti. Era stato vittima di tentata estorsione
/ LUCCA
Da quando si trova in Italia la sua attività prevalente è lo spaccio di stupefacenti. Per gli inquirenti Kamel Jarmouni, marocchino, è un pusher attivo nella Piana, in Lucchesia e nel comprensorio del Cuoio. L’extracomunitario in piena pandemia era stato vittima di un ricatto da parte di due albanesi e un connazionale a cui lui doveva dei soldi legati proprio al traffico di droga.
In pratica, stando all’accusa, il terzetto aveva sottratto la macchina di un connazionale del pusher, costringendolo a fermarsi in strada e a lasciare l’abitacolo con le chiavi inserite nel cruscotto, e successivamente per telefono aveva fatto pressioni sul proprietario dell’auto affinchè convincesse il suo amico spacciatore a corrispondere il denaro di una partita di droga, evidentemente non pagata, pena la mancata restituzione e la distruzione della vettura.
Un tentativo di estorsione che non andò a buon fine per l’intervento dei carabinieri del radiomobile che, grazie ad un dispositivo satellitare montato sulla vettura a fini assicurativi, venne localizzata nel comprensorio del Cuoio. Monitorando gli spostamenti della macchina gli inquirenti arrivarono ad individuare i componenti del gruppo - tutti legati ad interessi economici sullo spaccio degli stupefacenti - che doveva avere dei soldi da Kamel Jarmouni. Per i due fratelli albanesi, uno dei quali operaio in una conceria, e il marocchino scattò la misura cautelare del divieto di dimora.
Kamel Jarmouni, disoccupato e quindi privo di reddito di qualsiasi natura, e domiciliato in una struttura ricettiva di Lucca, venne sottoposto effettuata una perquisizione domiciliare. E il 16 aprile 2020, con l’ausilio anche di un’unità cinofila, all’interno della stanza dove era ospitato vennero rinvenuti e recuperati 40 grammi di cocaina e 700 euro in contanti. Jarmouni venne arrestato dai militari del radiomobile e ristretto alla casa circondariale di San Giorgio in attesa di giudizio.
E ieri mattina di fronte al giudice dell’udienza preliminare, Antonia Aracri, l’immigrato nord africano si è presentato assieme al suo avvocato.
Nonostante i precedenti di polizia e le richieste dell’accusa, retta dal procuratore facente funzioni Lucia Rugani, Kamel Jarmouni è stato condannato in abbreviato a 8 mesi di reclusione e mille euro di multa con i benefici di legge. Stando al consulente - nominato dal giudice per accertare l’entità del principio attivo della cocaina sequestrata dai militari - l’effettiva capacità drogante della sostanza stupefacente non sarebbe stata così elevata e quindi anche se il quantitativo sequestrato non può annoverarsi nella cosiddetta modica quantità i suoi effetti, almeno in astratto, non porterebbero a indurre una modificazione dell'assetto neuropsichico dell'utilizzatore. —
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