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Lucca

Affitti troppi alti e crisi del Covid: chiude Mercatone 8

gregorio andreini
Affitti troppi alti e crisi del Covid: chiude Mercatone 8

Era nato nei locali all’Arancio che avevano già ospitato Superal, Pam e Conad

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LUCCA. Chiude all’Arancio Mercatone 8. Dopo quasi tre anni di gestione cinese, ha termine ancora una volta in via Diaz il corso del fondo a cui la Superal dell’indimenticato presidente della Lucchese Egiziano Maestrelli e del suo socio Aldo Grassi trentacinque anni fa iniziarono a dare fama e notorietà sin da prima dell’inizio degli anni d’oro della serie B.

Dopo altri anni commerciali importanti a marchio Pam e Conad, anche questa gestione a traino orientale si è dovuta arrendere. C’è tanta amarezza nei dipendenti cinesi che avevano scommesso sulla città di Lucca per fare commercio e che per ultimo speravano di poter comunque proseguire nella vendita al dettaglio di generi di prima necessità. In questi ultimi giorni, è stata attivata una liquidazione al 50/70% dei prodotti rimasti.

«Ventimila euro di affitto al mese – spiegano alcuni di loro - sono diventati per noi insostenibili. Non ci sono guadagni e tre mesi di chiusura forzata a causa del Coronavirus e della mancanza in quel periodo di incassi, ci spingono ad una scelta che ormai è diventata inevitabile. Abbiamo provato a chiedere un dimezzamento dell’affitto mensile al proprietario ma nonostante tutto non ha voluto sentire per niente le nostre ragioni. E pensare che questo fondo - proseguono - ha riavuto nuova luce e si è completamente rinnovato grazie all’importante lavoro che tre anni fa mettemmo con impegno e costanza sul campo per ridonargli vita e ristrutturarlo. Adesso lo lasceremo in uno stato per niente paragonabile a quello che ci fu assegnato a nostro uso e cura».

All'inizio di quest'avventura, la speranza era quella di abbinare la vendita di generi casalinghi al dettaglio con quella alimentare. «Inizialmente - raccontano - e per un po’ di tempo con noi c’era anche un nuovo supermercato della catena Simply Market. La nostra idea iniziale era quella di mantenere la funzione di vendita di generi alimentari ma anche su questo punto ci siamo dovuti arrendere vista la non buona risposta dei nostri clienti. Abbiamo poi proseguito in quella che è stata la vendita al dettaglio e per un po’ di tempo c’è anche stata una certa risposta dei nostri clienti anche più affezionati. Ma poi specialmente nell’ultimo periodo con la crisi e dopo lo scoppiare del Coronavirus non c’è stato più niente da fare. Abbiamo anche noi una famiglia da mantenere ed è preferibile in questo momento prendere questa decisione, stare un poco fermi e riflettere sul da farsi in futuro anche per non avere più quello che è un vero e proprio macigno di un costo come l’affitto del fondo che non ci è possibile pagare ogni mese».

Il dispiacere grande del corso cinese è quello di non aver poturo investire nel lavoro a Lucca: «La città ha tante buone potenzialità. Se avessimo avuto un momento più favorevole o almeno una possibilità da parte del proprietario del fondo nell’accogliere la nostra richiesta per andare avanti, siamo sicuri che avremo potuto continuare con la vendita della parte più diversificata di oggettistica domestica, scolastica e personale di Mercatone 8. Abbiamo provato a vincere questa scommessa ma alla fine nonostante anche una buona ubicazione e l’ampiezza dei locali non ci è stato più possibile andare avanti. La catena Mercatone 8 ci ha sostenuto in questa scelta». —


 

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